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#EuresTag – La nuova app del Ministero del Lavoro sfida #Ruzzle

Il lavoro si sa, nel nostro Paese sta diventando quasi un bene di lusso. Sembra non esser fatto per tutti, che sia abbiano competenze, professionalità, esperienza o meno, è comunque il sogno che persiste in cima alla lista dei desideri di giovani, e ultimamente, di molti meno giovani.

Con le frontiere aperte e l’Europa a disposizione di tutti, allora, la ricerca del posto di lavoro si è estesa anche ai Paesi vicini, sperando diano maggiori opportunità d’impiego. Per molti, unico grande limite, è la conoscenza delle lingue straniere. Ma non è solo la lingua differente a decretare l’assegnazione del posto di lavoro all’estero.eurestag 2 eurestag 1

Fondamentale importanza riveste lo studio delle interrelazioni tra la popolazione, lo stato e il territorio ospite; in poche parole, un minimo di conoscenza della geografia politica delle Nazioni europee in cui ci si avventura.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha preso la palla al balzo ed ha lanciato un gioco di abilità che mette alla prova la conoscenza dell’Europa. L’app si chiama EuresTag.

E’ creato da Eures, il Portale Europeo della Mobilità Professionale, che offre un aiuto concreto a chi cerca lavoro in Europa. Giocare è semplice: individua sulla scacchiera il nome del Paese dello Spazio Economico Europeo scorrendo con il dito in tutte le direzioni e in entrambi i sensi. Nella schermata successiva avrai 1 minuto per trovare le 9 parole legate al Paese selezionato (capitale, moneta, piatto tipico…).

L’applicazione, purtroppo, è ottimizzata solo per iPhone 5 e richiede iOS 5.0 o successivi. Siamo in attesa di provarla sugli altri smartphone!

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Eures: l’agenzia per i giovani che vogliono trovare lavoro all’estero

In Italia i giovani tra i 15 e i 34 anni sono circa 14 milioni, pari al 23% della popolazione nazionale residente (dati Istat al 31 dicembre 2008). La disoccupazione giovanile è arrivata quasi al 30%; inutile insistere ulteriormente sulle difficoltà e sulle cause di tale disastrosa situazione; piuttosto cerchiamo di concentrarci sulle opportunità che ci sono, in Italia, ma anche e soprattutto in Europa.

Infatti, i giovani ma anche i meno giovani, dovrebbero ricordare che desiderare un lavoro sotto casa non è opportuno, soprattutto per chi è libero da impegni familiari. Tra l’altro, una esperienza all’estero, che sia di studio piuttosto che di lavoro, è arricchente, innanzitutto, dal punto di vista culturale, ma lo è soprattutto dal punto di vista professionale, poiché essa metta in contatto con persone che hanno conoscenze e metodi di lavoro diversi da quelli che possiamo trovare nel nostro Paese; inoltre, entrare in contatto con professionisti che hanno uno “stile” diverso è utile per ampliare i propri orizzonti mentali ed apprendere nuovi sistemi e schemi di lavoro, che condivisi risulteranno maggiormente efficienti.

In questa visione di apertura verso l’estero vorrei presentarvi Eures, del quale potete visitare il sito ufficiale. Eures è una rete di cooperazione formata dai servizi pubblici per l’impiego e rivolta a coloro che desiderano lavorare all’estero e ai datori di lavoro intenzionati ad assumere persone di altri Paesi.

In pratica esso è una sorta di banca dati, nella quale è possibile inserire il proprio c.v. e visionare le offerte di lavoro esistenti; in più il sito fornisce varie informazioni sulla vita e sul lavoro all’estero.

Ma Eures non è solo un sito anonimo e virtuale, Eures ha una rete di assistenza costituita da circa seicento consulenti, i quali sono a disposizione per dare informazioni utili e necessarie; essi sono specialisti che lavorano nei servizi pubblici per l’impiego di ciascun Paese o all’interno di altre organizzazioni partner della rete Eures e sono dislocati sul territorio nazionale.

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