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Curiosità

Donne: più sonno degli uomini perché sappiamo fare più cose contemporaneamente

Secondo alcuni ricercatori della Duke University, negli Stati Uniti, noi donne abbiamo bisogno di più ore di sonno degli uomini perché durante il giorno facciamo più cose contemporaneamente.

Un cervello più attivo e coordinato, ecco quello di noi donne che ci consente di fare e gestire più cose contemporaneamente durante il giorno; motivo per cui abbiamo bisogno di dormire di più per recuperare energie e lucidità. Insomma, cari uomini la colazione a letto (preparata da voi, ovviamente) adesso è giustificata anche scientificamente! Infatti, le donne che durante il giorno accudiscono i figli e lavorano hanno un cervello più attivo che consuma di più ed ha dunque più bisogno di riposo.

Dormire poco per le donne molto attive potrebbe portare alla lunga a stati di stress, sbalzi d’umore, fino alla depressione. Dunque, cerchiamo di goderci le ore di sonno di arrivare a letto tranquille, magari in compagnia di una buona tisana a e di fare almeno 7-8 ore di buon sonno.

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Bellezza & Salute

Bere spesso bevande gassate e zuccherate altera il cervello?

Gli esperti temono che il consumo regolare di bevande gassate possa alterare “profondamente” il cervello. Uno studio ha scoperto che il consumo, a lungo termine, di una bevanda dolce ha provocato iperattività e l’alterazione di centinaia di proteine nel cervello. Le alterazioni cerebrali sono state osservate in malattie, che vanno dal tumore al morbo di Alzheimer.

La ricerca è stata condotta sui ratti, ma gli scienziati australiani hanno riferito che tale prova può indicare che una dieta, ricca di zuccheri, ha conseguenze, non solo sulla salute fisica, ma anche mentale.

La ricercatrice Jane Franklin, della Macquarie University a Sidney, ha dichiarato:

Nella maggior parte delle società occidentali, c’è un incremento preoccupante del consumo di bevande zuccherate. Per molti adulti, queste bevande rappresentano una percentuale rilevante del loro apporto calorico giornaliero. La nostra ricerca suggerisce che il consumo, a lungo termine, di bevande zuccherate, al bevande gassate depressione aumentoposto dell’acqua, può causare perenni cambiamenti sul comportamento e una profonda mutazione nella chimica del cervello. Se si ha sete, è meglio bere l’acqua. Le bevande analcoliche devono essere consumate con moderazione”.

La ricercatrice ha comparato i ratti, che avevano bevuto acqua zuccherata per un mese, con quelli, che invece avevano consumato acqua normale. I ratti, che avevano bevuto acqua zuccherata sono diventati iperattivi e l’esame del tessuto, prelevato da una sola parte del cervello, ha mostrato cambiamenti in 300 proteine diverse.

I ricercatori hanno dichiarato alla conferenza annuale della Society for Neuroscience: “Questo studio indica che una dieta ricca di saccarosio può cambiare in modo significativo la chimica e il comportamento del cervello”.

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Bellezza & Salute

Gravidanza: l’attività fisica fa bene al cervello del bambino

Fare una buona attività fisica quotidiana durante la gravidanza oltre a garantire un miglior recupero post parto, farebbe bene anche al cervello del bambino, perché 20 minuti di esercizio 3 volte a settimana migliorano lo sviluppo del cervello del feto.

gravidanza donna incinta mangiare alche fragoleMens sana in corpore sano è un detto molto noto, ma che persino il buono stato fisico della mamma potesse influenzare il cervello del bambino, era quasi inaspettato; ed invece, è proprio così. Con un allenamento leggero, ma costante è possibile infatti migliorare lo sviluppo del feto, compreso quello del cervello.

Inoltre, visto che avere una buona forma fisica fa sempre piacere, con un allenamento costante in gravidanza è possibile avere un recupero migliore post parto, ritrovando una buona forma fisica, magari associando un regime alimentare controllato, e tornare in forma come Belen Rodriguez e Kim Kardashian a pochi mesi dal parto.

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Bellezza & Salute

Il sonno aiuta a smaltire i rifiuti dal cervello

Una bella dormita non serve solo a riposare, ma aiuta anche a liberare la mente dal disordine chimico giornaliero. Una nuova ricerca sostiene che, mentre il nostro corpo si rilassa, il cervello continua a lavorare, per rimuovere le tossine prodotte, durante le ore di veglia – sostanze, che possono causare l’Alzheimer e altre malattie neurologiche.

I ricercatori dell’University of Rochester Medical Center, di New York, spiegano che tale processo di “pulizia” del cervello richiede così tanta energia, che ostacola la formulazione di pensieri ed è, per tale motivo, che si sente la necessità di dormire. Il ricercatore, Dr. Maiken Nedergaard, ha dichiarato: “questo studio dimostra che il cervello ha diversi stati funzionali sia nel momento in cui si dorme che quando si è svegli. Infatti, la natura ricostituente del sonno sembra essere il risultato di una rimozione attiva di quei sotto-prodotti dell’attività neurale, che si accumulano durante la veglia”.

Il team di ricercatori ha scoperto che, a differenza del resto del corpo, che si affida al sistema linfatico per drenare le tossine, il cervello ha il proprio sistema di rimozione dei rifiuti. Per facilitarebenefici sonno dormire fa bene l’operazione di pulizia, gli scienziati hanno scoperto che le cellule cerebrali possono ridursi al 60 % durante il sonno, per consentire lo “smaltimento” dei rifiuti in maniera più efficace.

I risultati, pubblicati sulla rivista Science, potrebbero essere utili nella ricerca, al fine di trovare nuove cure per i disturbi neurologici. Il dottor Nedergaard ha concluso: “capire con precisione come e quando il cervello attiva il sistema glymphatic (sistema di pulizia del cervello) ed elimina i rifiuti è un primo passo importante per iniziare a modulare questo sistema e farlo funzionare in maniera più efficiente”.

 

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Dieta hi-tech: un raggio laser sul cervello per controllare la fame compulsiva

Un raggio laser sul cervello potrebbe riuscire a controllare la fame, secondo un nuovo studio. I ricercatori della North Carolina University sono rinvenuti a tale scoperta, dopo vari esperimenti su topi, geneticamente modificati, le cui cellule cerebrali sono state messe a punto per rispondere alla luce.

Individuando le cellule, che inviano messaggi di fame da e verso il cervello dei topi, i neuroscienziati sono riusciti ad attivare questi neuroni, colpendoli direttamente con il laser. Quando sono stati attivati i neuroni, i topi sono diventati “voraci” e hanno mangiato senza sosta, ma quando le cellule sono state disattivate, i topi hanno evitato il cibo – anche se non avevano mangiato da qualche tempo.

Gli scienziati sono stati guidati da Joshua Jennings e Garret Stuber dell’università. Hanno, geneticamente, modificato i topi, in modo che un gruppo specifico di neuroni nel cervello, in una regione chiamata nucleo della stria terminale, avrebbero risposto alla luce laser.

I ricercatori hanno scoperto che quando i neuroni venivano “accesi” dal laser, i topi mangiavano a dismisura, ma non appena i neuroni venivano messi a tacere, o “spenti”, i topi smettevano dieta occidentale panino male vita sanadi mangiare. Questa tecnica è definita “optogenetica”, che consiste nell’attivare e disattivare precise aree del cervello per cercare di curare dipendenze, patologie neurologiche e dolore cronico.

Attivando i neuroni del nucleo della stria terminale, i ricercatori hanno spento i neuroni nell’ipotalamo laterale, privando i roditori della capacità di capire se avevano fame o erano sazi e portando loro a mangiare. Tuttavia, i ricercatori non hanno ben capito se i topi avrebbero continuato a mangiare, se i neuroni fossero stati stimolati per tanto tempo, o se sarebbero morti di fame se i neuroni fossero rimasti disattivati.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science.

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Dimagrire per forza? L’ossessione per la dieta intasa il cervello

Seguire una dieta sana ed equilibrata può essere un ottimo modo per mantenersi in linea, ma una nuova ricerca ha scoperto che potrebbe avere i suoi effetti collaterali, se la dieta diventa un’ossessione. Il professore di economia di Harvard, Sendhil Mullainathan, ha dichiarato sul New York Times che il conteggio giornaliero delle calorie e lo sforzo compulsivo di resistere ai dolci o a diverse golosità “intasano” il cervello, lasciando poco spazio ad altri pensieri e ad altri calcoli.

Il professore Mullainathan ha spiegato che questo “intasamento” ha impatti negativi sulla nostra capacità di svolgere diversi compiti, che costituiscono ciò che lui definisce “larghezza di banda” – che comprende il ragionamento logico, problem solving e l’assimilazione di nuovi informazioni.

Gli studi hanno scoperto che coloro, che sono a dieta, hanno meno larghezza di banda mentale di chi non è a dieta, nel senso che hanno difficoltà a svolgere altre attività. Ci sono altri aspetti della dieta, che influenzano la larghezza di banda di una persona – come ad esempio la necessità di “compromessi”, come quando si mangia un pasticcino e si deve, necessariamente, saltare un pasto.

I risultati sono stati pubblicati su International Journal dieta-alimenti-cucinaof Eating Disorders e si basano su uno studio, effettuato nel 2005, che ha esaminato le diverse reazioni di chi è a dieta e non, di fronte ad una barretta di cioccolato. I ricercatori hanno scoperto che i soggetti, che non erano a dieta, hanno, semplicemente, mangiato la barretta di cioccolato e poi sono passati ad altri compiti.

Chi era a dieta ha speso diversi minuti a pensare a quante calorie erano nella barretta di cioccolato, e poi a meditare su come rimediare al cedimento di una voglia. Di conseguenza, una dieta, che richiede meno pensieri, sembra avere una migliore possibilità di successo.

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Troppa caffeina in pubertà può bloccare la crescita del cervello

La caffeina è ormai diventata una ragione di vita per noi italiani, è il carburante mattutino che ci permette di ingranare la marcia ogni mattina, è l’aroma che noi preferiamo e che ci permette di passare velocemente dalla modalità off a quella on tanto che negli ultimi 30 anni il consumo di caffeina è aumentato, soprattutto tra i giovani, di oltre il 70%.

Da uno studio condotto presso l’Ospedale pediatrico di Zurigo arrivano, però, notizie negative sull’uso sfrenato della caffeina soprattutto nel periodo della pubertà; la bevanda, infatti, potrebbe ridurre eccessivamente la fase del sonno profondo e ritardare lo sviluppo del cervello.caffecc80-chicchi

Lo ricerca è stata effettuata su dei ratti che hanno permesso agli scienziati di capire che, durante la pubertà, l’abuso di caffè, ossia 3-4 tazze al giorno, riducono il sonno profondo e rallentano lo sviluppo celebrale. È proprio in questo periodo della vita che la durata, l’intensità del sonno e il numero di sinapsi e connessioni nel cervello aumentano a dismisura ma se si eccede con la “nera” sostanza eccitante si rischia di bloccare e mandare in tilt la crescita naturale del cervello e delle sue potenzialità.

Sappiamo che la pubertà è un periodo critico per tutti i ragazzi e in tutti gli ambiti ma, se possiamo, cerchiamo almeno di insegnarli a non eccede con l’utilizzo di bevande che potrebbero danneggiarli senza alcuna possibilità di riscatto.

 

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Bellezza & Salute

Un nuovo studio rivela: l’emicrania può causare danni permanenti al cervello

Una nuova ricerca suggerisce che l’emicrania può causare danni permanenti al cervello. Gli esperti hanno scoperto che l’emicrania, che incide sulla salute del 10-15 % della popolazione, aumenta il rischio di lesioni cerebrali, anomalie della sostanza bianca e l’alterazione del volume cerebrale;  e c’è di più – il rischio diventa maggiore, nei soggetti con emicrania con aura.

L’autore dello studio, il dottor Messoud Ashina, dell’Università di Copenaghen, ha spiegato: “come da tradizione, l’emicrania è considerata come una malattia benigna, senza conseguenze a lungo termine per il cervello. Le nostre analisi suggeriscono che il disturbo può alterare, in maniera permanente, la struttura del cervello in vari modi“.emicrania

Il dottor Ashina ha ri-esaminato 19 casi, al fine di capire se le persone con l’emicrania avevano riscontrato anomalie, lesioni o cambiamenti cerebrali, sulla base di esami di risonanza magnetica prima e dopo il disturbo.

I risultati hanno dimostrato che il rischio di lesioni cerebrali aumenta del 68 per cento, per chi soffre di emicrania con aura, mentre per quelle persone, che soffrono di emicrania senza aura, il rischio è più basso del 34 per cento. Il rischio di anomalie cerebrali aumenta del 44 per cento, per quelli con emicrania con aura rispetto a quelli senza aura. Le variazioni del volume cerebrale sono stati anche definiti come gli effetti più comuni nelle persone con emicrania, rispetto a quelli senza il disturbo.

Il dottor Ashina ha aggiunto: “speriamo che, grazie ad ulteriori studi, saremo in grado di chiarire l’associazione dei cambiamenti della struttura cerebrale, per contrastare la frequenza e la durata della malattia. Vogliamo anche scoprire se queste lesioni possono influire la funzionalità del cervello”.

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Gossip

Jack Nicholson: non ho problemi di memoria, ho il cervello di un matematico

Il grande attore Jack Nicholson ha smentito le diverse voci, su un probabile ritiro dalle scene, causa demenza senile e scarsa memoria, dichiarando: “ho il cervello di un matematico”. Era stato riferito dal giornale americano, Radar Online, che l’attore aveva deciso di ritirarsi, perché non riusciva più a memorizzare i copioni.

Tuttavia, Nicholson ha rivelato la falsità delle speculazioni, affermando che l’unico motivo per cui non apparirà più sul grande schermo è perché non ha più il desiderio di recitare.

Ha dichiarato sul The Sun: “Ho il cervello di un matematico … Non ho intenzione di lavorare fino al giorno della mia morte.. si invecchia, si cambia”.

Il 76enne, che ha iniziato la sua carriera nel 1950, teme anche che il pubblico non ammiri più il tipo di film che vuole fare:

Il mondo del cinema è il più grande business, ma io voglio Jack Nicholsonsolo fare film che commuovano le persone, film sulle emozioni e sulla gente…forse le persone dai 20 ai 30 anni non vogliono più commuoversi. Vogliono solo vedere più bombe, più esplosioni, perché ciò è dove sono cresciuti. Non farò mai quel genere di film”.

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Bellezza & Salute

Bere un bicchiere di acqua rende il cervello più veloce del 14 %

Se ti senti stressata e non riesci a trovare una giusta soluzione per il tuo problema, la prima cosa da fare è bere un bicchiere d’acqua. Secondo una ricerca, bere acqua è un ottimo modo per affinare la mente – ed è più efficace, quando si ha sete! I ricercatori dell’università di East London affermano che una volta che la sete viene alleviata, il cervello diventa più concentrato sull’attività, che si sta svolgendo.

Essi hanno effettuato un esperimento su 34 pazienti, di entrambi i sessi, che hanno eseguito una serie di test mentali per ben due volte – una volta, dopo una colazione, a base di una sola barretta di cereali e la seconda volta, dopo aver consumato la barretta con una bottiglia di acqua.

Come la rivista Frontiers in Human Neuroscience riporta, coloro che hanno colmato la loro sete con l’acqua, hanno dimostrato di avere più concentrazione e un tempo di reazione più veloce del allenare cervello gioco ringiovanire Road Tour14% rispetto a prima.

Il motivo di tutto questo? L’acqua aiuta a “rendere libere e disponibili” quelle parti del cervello, che sono occupate nell’avvisare lo stesso che l’organismo ha bisogno di dissetarsi – e così l’acqua non ci disseta solo fisicamente, ma anche mentalmente!