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Arte e Cultura

JK Rowling rinuncia ad una causa in favore di una donazione umanitaria

Lo scorso 14 luglio era saltata gli occhi della cronaca la notizia che la scrittrice della saga di Harry Potter, JK Rowling, aveva pubblicato sotto lo pseudonimo maschile di  Roberth Galbraith un romanzo giallo dal titolo The Cuckoo’s Calling. Il romanzo, dal discreto successo, è diventato poi un bestseller, ma la Rowling non aveva avuto alcuna parte nello svelamento della vera identità dello scrittore.

Infatti sembra che a tradire la scrittrice sia stato lo studio legale Russells: uno degli avvocati dello studio aveva raccontato alla moglie la verità e lei ha spifferato tutto al Sunday Times, che ha fatto lo scoop. La Rowling ha così intentato causa allo studio, salvo poi fare marcia indietro ad una condizione: il Russells dovrà fare una sostanziosa donazione per far ritirare la denuncia a zia Row, come la chiama il fandom di Harry Potter.

E così è stato infatti, lo studio legale ha devoluto la sua donazione all’ong Soldiers’ Charity, per i reduci di guerra e le loro famiglie, una mossa strategica e intelligente da parte della scrittrice, jk rowling libro potter causaconsiderando che il romanzo in questione ha per protagonista proprio un reduce che si reinventa detective.

Inoltre, sempre da accordi, gli introiti registrati dal libri, a partire dal 14 luglio 2013, e per tutti i 36 mesi successivi, sarà devoluto alla stessa associazione. Decisamente una bella mossa Jo!

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Bellezza & Salute

Lo zucchero: principale causa di tutte le malattie metaboliche?

Oggigiorno, si stanno diffondendo sempre di più le classiche “malattie metaboliche”, come l’obesità, il diabete di tipo 2,  pressione alta del sangue, malattie cardiovascolari. L’obesità è come un innesco, per altri tipi di problematiche, quali apnea, problemi ai reni, ovaio policistico, calcoli biliari e depressione.

Ma come mai molti ingrassano? Forse perché quello che accomuna un pò tutti è la seccatura e la mancanza di tempo nel cucinare piatti sani ed equilibrati e, perciò si preferiscono piatti già pronti, nei vari locali di rosticceria e fast food.

Nel frattempo, le aziende alimentari, che si trovano costantemente in competizione, usano grandi quantità di zucchero, grasso, sale, e caffeina, per rendere il sapore del cibo ancora pià desiderabile; e, per ognuno di noi, tale situazione è come “un lavaggio del cervello”: crediamo che questi ingredienti siano indispensabili e rifiutiamo gli alimenti, con poche calorie.

Nella sua nuova pubblicazione Fat Chance: Beating the Odds against Sugar, Processed Food, Obesity and Desease, il pediatrico endocrinologo Robert Lustig dichiara che lo zucchero è la principale causa delle malattie, legate all’alimentazione: “ogni giorno, lo zucchero viene metabolizzato nell’organismo in glucosio e fruttosio. Ed è il fruttosio che devasta i nostri livelli di insulina”.

Inoltre egli dichiara che la classica frase: “mangia zucchero malattie metaboliche tossinameno, fai esercizio” è sbagliata “perché più alto è il livello di insulina, meno calorie si bruciano, e più si accumula”. Inoltre l’esercizio fisico rende più affamati di carboidrati e cibi dolci, perché sono facili da bruciare: “se si abbassano i livelli di insulina, si vince. Altrimenti si perde”.

Lustig parla anche del fast food e dei suoi componenti: grasso, sale, zucchero e caffeina: “il sale incrementa il sapore degli alimenti, ma non è il sale in sè che dà dipendenza. Gli unici ingredienti che danno assuefazione sono la caffeina e lo zucchero. Il sale e il grasso incrementano l’importanza dello zucchero e caffeina…lo zucchero è una tossina. Comune e semplice”.

Per di più, Lustig dichiara: “le persone che vogliono perdere peso sono vittime del rapporto sfasato tra l’ambiente, gli ormoni e il sistema biochimico”.

Jimm Mann, co- autore della ricerca per il World Health Organisation, pubblicata sul British Medical Journal, afferma che la riduzione dello zucchero nella dieta, ha una piccola ma significativa efficacia sulla perdita del peso. Tuttavia, Mann ritiene che Lustig esageri sull’identificare lo zucchero come “la causa di tutti i mali”; secondo lui, lo zucchero “è un fattore, non l’assoluto fattore” delle malattie.

Secondo il giornalista Michael Moss, che lavora per il New York Times, la colpa dell’obesità e della dipendenza dallo zucchero e da altri grassi, non è da additare alle compagnie alimentari o ai fast foods, ma “allo zelo collettivo di fare quello che le aziende fanno”.