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Costume & Società

Addio alla cannabis, il vero sballo è l’ortensia

Molte volte usiamo l’espressione “questo fuma di tutto”, ridendo e scherzando in alcuni paesi del mondo la semplice battuta è diventata realtà

doping-cannabis-sportPare, infatti, che nel nord della Francia e della Germania negli ultimi tempi si stiano verificando diversi furti di ortensie perchè, secondo alcuni, fumare i suoi petali mischiati al tabacco è come farsi una vera e propria canna. Tra l’altro l’utilizzo dell’ortensia porta con sè alcuni benefici tra cui quello economico giacchè è sicuramente meno cara rispetto alla cannabis e meno rischio penale per i trafficanti che vengono trovati con eccessive dosi di questa nuova “sostanza” da smerciare.

Non sono però dello stesso avviso i medici che mostrano grande preoccupazione per chi fa uso dell’ortensia; pare, infatti, che l’inalazione dei petali sia estremamente pericolosa, addirittura mortale perchè può bloccare il sistema respiratorio e il sistema nervoso centrale.

Gli effetti a lungo termine, invece, sono ancora sconosciuti ma pare che fumarne dosi elevate porta le sostanze psicoattive dell’ortensia a trasformarsi in Zyklon B, il gas mortale utilizzato dai nazisti. Fate molta attenzione dunque, come si dice… chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

 

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Gossip

Robbie Williams fuma regolarmente cannabis per rilassarsi?

Nonostante sia diventato padre e desideri il bene di sua figlia, Robbie Williams dimostra, ancora, di essere un po’ ribelle, ed ha ammesso di fumare regolarmente cannabis. Il cantante 40enne, che si è sposato con la 34enne, Ayda Field, ed ha una figlia di un anno, Theodora Rose, in precedenza ha avuto problemi con la dipendenza da medicinali e droga.

Tuttavia, il cantante, ora, afferma di essere sotto controllo, perché sente una forte responsibilità nei confronti della sua bimba.

Robbie Williams ha rivelato sul The Mirror: “dalla nascita di Theo, sono meno spericolato. L’ultima volta che ho bevuto è stato 13 anni fa, e l’ultima volta che ho fumato è stato due giorni fa…solo una piccola dose, solo per rilassarmi”.

All’inizio di quest’anno, Robbie Williams aveva Robbie-Williams-x-factor-6dichiarato le sue intenzioni, alquanto bizzarre, di acquistare la droga alla figlia, quando sarà grande. In un’intervista con la rivista “Australian”, il cantante aveva dichiarato: “dubito che sarà come me, tocchiamo ferro…se sfortunatamente ciò accadesse, saprò cosa fare. Mi assicurerò che lei abbia le migliori droghe”.

Nel frattempo, Robbie Williams ha annunciato che rilascerà la sua versione di “Dream A Little Dream” il 15 dicembre, il secondo singolo dell’ album “ Swing Both Ways”.

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Bellezza & Salute

Cannabis in adolescenza: gravi danni a memoria, intelligenza ed attenzione

Arriva da una ricerca condotta dalla Duke University e pubblicata sulla rivista Pnas, la notizia che vedrebbe nell’uso dipendente da marijuana (o comunque continuato nel tempo) prima dei 18 anni, la conseguenza di gravi problemi e danni durevoli per memoria, intelligenza ed attenzione.

cannabis adolescenza danni memoriaLa ricerca è stata condotta raccogliendo informazioni su oltre 1000 soggetti ed ha messo a paragone il loro quoziente intellettivo a 13 e 38 anni. Il risultato? Coloro che hanno cominciato ad usare la cannabis nell’età adolescenziale e la consumano poi per anni, hanno manifestato una riduzione di ben 8 punti nel QI (confronto del QI a 13 anni e a 38 anni).

In realtà, in base a quanto pensano gli scienziati che hanno condotto lo studio, il focus sarebbe da puntare sull’età in cui si inizia a fare uso di cannabis, strettamente collegata con l’importante fase di sviluppo in cui si trova il cervello. Perché? Perché proprio prima dei 18 anni il cervello si trova in uno stato di modellazione ed organizzazione volto non solo alla maturazione, ma anche al raggiungere il miglior grado possibile di ottimizzazione ed efficienza.

Smettere di far uso di cannabis non riusciva a rimediare marijuana danni 18 anniai danni causati – ha dichiarato Madeline Meier, conduttrice dello studio, ed ha anche spiegato che – la marijuana, per gli adolescenti, non è innocua“. Nel gruppo di 1037 soggetti di Dunedin, Nuova Zelanda, nati nel 1972-1973 (e studiati dalla nascita fino ai 38 anni) circa il 5 per cento era considerato marijuana dipendente, o comunque faceva uso di cannabis per più di una volta alla settimana, questo prima dei 18 anni.

Successivamente, lo studio si ricongiungeva quando le persone raggiungevano l’età di 38 anni. I dati mostravano come i soggetti che avevano fatto un abituale o continuo uso di marijuana nell’adolescenza ottenevano non soltanto una riduzione di 8 punti del Quoziente Intellettivo, ma mostravano anche risultati peggiori nei test su velocità di ragionamento, memoria ed elaborazione.

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Bellezza & Salute

La cannabis contro il diabete: non è più una scusa

In moltissimi film americani, scapestrati di ogni genere rispondono, ai poliziotti i quali chiedono spiegazioni sulla presenza di cannabis nelle loro casa/macchine/tasche che è per uso medico. Questo tipo di scusa potrebbe presto venire adottata anche da noi?

cannabis diabete ricercaOvviamente si tratta di una provocazione, tuttavia recenti studi della University of Buckingham hanno accertato che la cannabis possiede proprietà che aiutano ad aumentare l’energia che il corpo brucia. Queste proprietà possono essere usate in campo medico per curare malattie come il diabete e disturbi cardiovascolari.

Ovviamente la sperimentazione  ancora in atto, ma i primi test sulle cavie hanno riportato ottimi risultati per quanto riguarda la cura della Sindrome Metabolica, una specie di summa di diabete, ipertensione e obesità che causa forti rischi di ictus e malattie cardiache. In pratica la Thcv (tetraidrocannabivarina) e il cannabidiolo aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue e il grasso negli organi vitali, soprattutto nel fegato.

Portando avanti questa ricerca e mettendo a punto un medicinale che possa controllare l’assunzione di queste sostanze, considerate ricordiamo fuorilegge, si potrebbero formulare trattamenti ragionevoli ed efficaci contro l’obesità e soprattutto contro il diabete di tipo 2.