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L’ormone dell’amore intensifica i brutti ricordi, la paura e l’ansia

Spesso le delusioni d’amore ci inducono a pensare che “l’amore fa male” e rimuginiamo sull’esperienza negativa, giorni, mesi e anni, prima di riprenderci. Ma tale reazione da “cuore spezzato” non è così tanto anormale, poiché può essere spiegata scientificamente – una nuova ricerca sostiene che l’ormone dell’amore induca a provare sentimenti di affetto, per il partner, e incrementi i livelli di paura e di ansia.

L’ossitocina, popolarmente conosciuta come l’ormone dell’amore, è in gran parte responsabile dell’unione sentimentale di due persone, così come anche del nostro benessere. È la ragione chimica, che si cela dietro i legami sociali, e in ultima analisi – dell’amore.

Tuttavia, la nuova ricerca della Northwestern Medicine®, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, ha dimostrato che tale ormone è anche responsabile del dolore, a lunga durata. rimpianti vivi vita amore passioneLa ricerca ha comprovato che l’ossitocina ha la funzione di rafforzare la memoria sociale in una regione specifica del cervello, e se un ricordo è doloroso e spiacevole, l’ormone dell’amore non fa altro che “buttare benzina su fuoco”, intensificando quel ricordo.

Inoltre, l’ossitocina accresce la suscettibilità alla paura e all’ansia, quando si è in particolari situazioni di stress.

Insomma, è proprio vero che ogni cosa bella ha i suoi pro e i suoi contro.

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Riposo e benessere: il sonno ‘fissa’ i brutti ricordi

La notte porta consiglio, è questo quello che i proverbi ci insegnano. Ma la notte aiuta anche a riposare dopo giornate negative o brutti ricordi? A quanto pare no. Lo ha scoperto un team di ricercatori della University of Massachusetts Amherst, secondo cui il sonno conserva i ricordi, che siano essi belli o brutti.

sonno brutti ricordi dormire beneIn base a quanto riportato da questi ricercatori, il sogno protegge la risposta negativa emotiva. Per cui se a seguito di un evento traumatico o di una brutta esperienza rimaniamo svegli, il ricordo sarà meno ancorato alla nostra mente e la risposta emotiva più labile. Secondo Rebecca Spencer e Bengi Baran, i neuro-scienziati a capo della ricerca, l’evento non è un atto di sadismo da parte del nostro organismo, bensì può essere letto in chiave evolutiva, in modo da fissare nella mente tutto ciò che c’è di negativo intorno a noi per poi evitarlo in futuro.

Abbiamo scoperto che se vedi qualcosa di inquietante, diciamo la scena di un incidente, e poi hai un flashback o ti viene chiesto di guardare una foto della stessa scena più tardi, la risposta emotiva è notevolmente ridotta e si trova la scena molto meno sconvolgente se si è rimasti svegli dopo l’evento originale. È interessante notare che è comune la perdita del sonno dopo aver assistito ad una scena traumatica, come se il cervello non volesse dormirci su” spiega Spencer.

La notizia ci mette ancora una volta davanti alla sete dell’uomo di carpire tutti i misteri del nostro corpo, misteri che a quanto sembra vanno ben al di là delle scoperte scientifiche attraverso gli anni.