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Costume & Società

Batteri trovati in un sottaceto giapponese potrebbero prevenire l’influenza

Secondo un team di scienziati giapponesi, i batteri, che si trovano in un tradizionale sottaceto del loro Paese, potrebbero prevenire l’influenza. La ricerca ha evidenziato le proprietà benefiche del batterio, Lactobacillus brevi, nel Suguki, una rapa sottaceto popolare in Giappone.

Gli scienziati hanno studiato i poteri immunostimolanti dei batteri del vegetale, su un gruppo di topi, rimanendo sbalorditi dai risultati.

Il ricercatore Naoko Waki, della società Kagome Co. Ltd., ha dichiarato: “i nostri risultati mostrano che quando un particolare ceppo del Lactobacillus brevis viene mangiato dai topi, esso mostra effetti protettivi, contro l’infezione da virus dell’influenza”.

I ricercatori ritengono che uno strato protettivo di Ricercatricezuccheri, denominati esopolisaccaridi, che protegge i batteri contro i succhi gastrici acidi, potrebbe essere alla base dei suoi “poteri” benefici.

Nel momento in cui i batteri sono stati introdotti nei topi, hanno aumentato la produzione di molecole del sistema immunitario, tra cui gli anticorpi, che fermano i sintomi dell’ influenza.

Attualmente, sono in corso le sperimentazioni umane, che usano un drink probiotico, contenente lo stesso ceppo del Lactobacillus brevis, KB290.

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Curiosità

Borse e batteri: crema per le mani, mascara e rossetti fra i prodotti più nocivi

Siamo diventate donne tuttofare e, con il tempo, le nostre borsette si sono trasformate in dei veri e propri borsoni; apriamo una cerniera e ritroviamo in dimensione ridotta tutto il nostro mondo, trucchi, cellulari, elastici, creme, assorbenti, portafogli, libri, bottigliette d’acqua.

Ci siamo trasformate in delle Mary Poppins moderne cercando di trasportare con noi tutto ciò che può servire durante la giornata.

Dobbiamo però stare attente, care mie, perché pare che le nostre maxi borsette contengano più batteri di una toilette. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Initial Washroom Hygiene secondo cui, nelle borse di noi altre, si troverebbero migliaia di batteri con fissa dimora perché i nostri amati accessori sono il luogo ideale per il loro proliferarsi.

Uno dei prodotti più nocivi, secondo tale ricerca, è la crema le borse più amateper le mani; nei pratici tubetti, infatti, c’è un numero di batteri pari a quelli presenti su una tavoletta del water. Lo stesso discorso vale per mascara, rossetti, lucidalabbra e matite.

Per evitare ripercussioni sulla salute i ricercatori consigliano di svuotare, a giorni alterni, la propria collezione di borse e pulirle, sia l’esterno che l’interno, con un apposito gel antibatterico.

Pulire, igienizzare e tenere tutto maniacalmente in ordine sono dunque le parole d’ordine per una vita piena e in salute.

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Cucina

I 5 posti più sporchi della tua cucina in cui si annidano i batteri

Anche una cucina, apparentemente pulita, potrebbe essere in realtà piena di batteri e germi, in luoghi che non si immaginano nemmeno. I microbi si diffondono facilmente e si annidano nei pomelli dei cassetti, nei ripiani per le posate, che possono andare nel cibo e poi nel sistema digestivo, provocando danni al nostro organismo.

Anche se i microbi non possono essere visti ad occhio nudo, gli esperti affermano che con un pò di consapevolezza e precisione, è possibile mantenere la cucina pulita e priva di batteri.

Ecco i cinque posti segreti della cucina, che spesso si tralasciano, e che sono più sporchi:

1.      la maniglia della porta frigorifero: i microbi della carne, come il pollo, maiale e manzo possono trovarsi quasi sempre sulla maniglia della porta frigorifero. Lo afferma il dottor Eric E. Schadt, presidente del dipartimento di genetica e scienze della genomica alla scuola di Medicina Mount Sinai e direttore scientifico della Pacific Biosciences. La contaminazione incrociata è il più grande problema della cucina; la soluzione migliore è semplice e rapida: lavarsi le mani per prevenire la contaminazione;

2.      il rubinetto: l’acqua pulita è essenziale nella  preparazione del cibo, ma spesso questo concetto viene  trascurato nelle Nazioni sviluppate, che usano l’acqua del rubinetto, considerandola pura ed incontaminata. Ma bisogna avere cautela: se si utilizza l’acqua dal pozzo, bisogna essere consapevoli della possibile presenza di tossine; l’acqua comunale può essere contaminata a causa di un allagamento o di un tubo rotto. Se si usa l’acqua del rubinetto, è bene utilizzare un depuratore;

3.      gli strofinacci da cucina: solitamente, la gente pensa che gli strofinacci da cucina siano privi di germi, dal momento che svolgono l’unica funzione di asciugare le mani e le padelle, appena lavate. Ma dopo che gli utensili da cucina sono stati asciugati, lo strofinaccio rimane bagnato: l’umidità attira maggiormente i microbi. È bene cambiare gli strofinacci da cucina spesso e lavarli con candeggina;

4.      le spugne: proprio perché si usa la spugnetta cucina posti spochi batteriper pulire i ripiani o i piatti, ciò non significa che sia pulita. In realtà, le spugne sono gli elementi più sporchi della cucina. La soluzione migliore è quella di rinnovare le spugne regolarmente – non costano molto! Oppure si potrebbe esporre la spugna ad un’elevata fonte di calore, come il microonde, afferma Angela Mariani, professoressa di biologia presso l’università di Maryland;

5.      scarico del lavandino: solo perché non si può vedere all’interno, lo scarico del lavandino viene spesso trascurato dalle casalinghe. Ma gli “oscuri” recessi del lavandino sono zone di riproduzione ideale per batteri, muffe e funghi. Col tempo, questi agenti patogeni possono insinuarsi nella vasca del lavello e infettare tutti i piatti puliti. Il dottor Parker suggerisce che è bene versare acqua bollente nello scarico del lavello, settimanalmente, per uccidere i microbi e insetti che vi si annidano. La candeggina può anche sostituire l’acqua bollente.

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Bellezza & Salute

Il falso mito dei germi: come proteggersi e contrastarli

Women’s Health – Capita spesso di essere in un pullman, o in una sala d’attesa, o semplicemente a casa, con qualcuno affianco, che tossisce e starnutisce e la nostra preoccupazione è il contagio. E quante volte capita di incontrare un amico raffreddato o con la febbre e non sapere se salutarlo con una semplice stretta di mano o con un bacio.

La verità è che, molto spesso la causa di un’influenza o di un semplice raffreddore, non è del vicino “responsabile”. Sebbene si possono contrarre germi dovunque, ci sono delle semplici regole da seguire, per non contrarre l’influenza o raffreddori, ecco quali:

  1. lava, risciacqua e ripeti: “la prima cosa da fare per proteggersi da un raffreddore o dall’influenza è lavare le mani frequentemente e a fondo” afferma il microbiologista Dr. Andrew Pekosz. Insaponare le mani con l’acqua corrente e strofinare i palmi, tra le dita, dietro le mani per circa 20 secondi. Non c’è un bagno vicino? Usa le salviette sanitarie, che hanno almeno il 60% di alcol;
  2. umidifica l’ambiente:  un ambiente umido potrebbe essere tossico per i virus dell’influenza. Gli scienziati non sono sicuri del motivo, ma una possibilità è che le goccioline che contengono il virus si rimpiccioliscono in un ambiente arido, permettendoli di fluttuare nell’aria più a lungo, mentre nell’aria umida, quelle stesse goccioline potrebbero essere pesanti e cadere più velocemente, afferma il Dr. Ted Myatt. Un umidificatore, che mantiene l’umidità ad un livello tra il 40 e il 60%, è la migliore soluzione;contrastare i germi
  3. non esagerare con il vino: l’alcol può indebolire l’abilità dei globuli bianchi per almeno 24 ore, dopo che se ne è abusato, secondo uno studio al BMC Immunology. Dr. Pekosz afferma di bere un ragionevole bicchiere della bevanda, durante il periodo del raffreddore o dell’influenza;
  4. dormi di più: le persone che dormono meno delle sette ore a notte, triplicano il rischio di contrarre il raffreddore, rispetto a chi dorme otto ore o più, secondo gli Archives of Internal Medicine. Quando si dorme poco, l’organismo produce più citocinesi, proteine che scatenano i sintomi del raffreddore, quando si è malati;
  5. prova l’arcobaleno: gli antiossidanti, che sollevano il sistema immunitario e che si trovano nella frutta e verdure, combattono i radicali liberi, che riducono le naturali difese, afferma l’osteopata Dr. Josh Miller. Mangia una gran quantità di alimenti, come fagioli rossi e frutti di bosco ( più vivo è il colore e più alto è il contenuto di antiossidanti) e bevi il tè verde;
  6. non aver paura di un bacio: la maggior parte delle infezioni si prendono attraverso il naso e gli occhi, ma non dalla bocca. Infatti, su Journal of Infectious Diseases, solo l’8% delle persone sono state contagiate, dopo aver baciato una persona con il raffreddore. Il microbiologista Dr. Charles Gerba afferma: “è più sicuro baciare una persona malata, che stringerle la mano”.
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Bellezza & Salute

Palestra e piscina fra germi e batteri: ecco le regole per viverle in sicurezza

Si va in palestra o in piscina per scaricare i nervi dopo una giornata di stress lavorativo e, dopo qualche giorno, ci si ritrova una fastidiosa quanto antiestetica verruca sulla pianta del piede!

Si, perché negli impianti sportivi, essendo ambienti caldo-umidi, contrarre infezioni è molto più semplice e frequente di quanto si pensi. Perciò, prevenire è meglio che curare, bisogna solo usare alcune accortezze.

Non dimenticare di portare in palestra un asciugamano da stendere sul tappetino. In questo modo,  si evita di mettere la pelle a contatto con superfici eventualmente contagiate da altre persone. O, magari, di contagiare altri. Nelle varie sale, almeno nelle palestre migliori, sono a disposizione dei rotoloni di carta. Si possono usare per pulire le impugnature di manubri, bilancieri e attrezzi vari,  prima e dopo il loro utilizzo.

In sala attrezzi bisogna accedere con scarpe idonee e pulite. Possibilmente devono essere calzature che si usano solo per quell’ambiente e non per camminare in strada. sicurezza piscina palestra infezioni dermatitiAlcune strutture rendono disponibili delle bustine per i clienti che avessero dimenticato  le scarpe da palestra.

In piscina, poiché l’acqua è il posto privilegiato per la proliferazione di microrganismi, il rischio di contrarre infezioni è altissimo. Le regole sono semplici, ma obbligatorie: fare la doccia prima di entrare in acqua, indossare una cuffia per i capelli e usare le ciabatte a bordo piscina.

Insomma, piccole regole da seguire per vivere la pratica di uno sport in sicurezza e serenità.

 

 

Maria Francesca Baratta