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Casa

Mobili di cartone: il fai da te economico che rispetta l’ambiente

Riutilizzare, ridurre, e riciclare. Sono le tre R di Mobili di Cartone, un’azienda chiara e sincera fin dal nome, che si occupa appunto della realizzazione di mobili e arredi di cartone, in modo tale da unire il rispetto per l’ambiente al risparmio economico, seguendo un’ottica aziendale che sulla lunga distanza ha dato grandi frutti.

Da più di vent’anni di esperienza nascono infatti gli arredi per casa, uffici e negozi, rigorosamente in cartone. Questo materiale, apparentemente morbido e fragile, viene addirittura utilizzato per sostegni molto solidi, come sedie o librerie.

mobili di cartoneTra gli articoli disponibili per l’arredo domestico ci sono chaise longue, librerie componibili, a muro, poltrone, divanetti, tavolini, e divani angolari, tutto realizzato con cartone ondulato o alveolare. Per l’ufficio invece sono disponibili librerie modulari, ad angolo, sedie, tavolini e scaffali con tanto di cassetti.

Espositori, vetrinette, tavolini e stand componibili per adattarsi agli spazi sono invece disponibili per l’arredo dei negozi. Ma cosa dovrebbe spingerci a scegliere dei mobili di cartone? Le risposte sono semplici e immediate: il peso contenuto, il costo altrettanto contenuto, la possibilità di spedizioni rapide complete di trasporto e montaggio, la possibilità di personalizzare i mobili con scritte e stampe, la resistenza alle sollecitazioni, l’originalità del design.

Mobili di Cartone sembra quindi la soluzione adatta per le giovani coppie o i giovani imprenditori che vogliono personalizzare i propri spazi affrontando spese contenute all’insegna dell’originalità.

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Bellezza & Salute

Alghe e cosmesi? Si, ma senza danneggiare all’ambiente!

Chi ha detto che le alghe marine sono solo buone per il sushi? Molti di voi sapranno che molti ceppi di alghe sono ricche di vitamine e minerali che sono una manna dal cielo per applicazioni cosmetiche.

Il vero problema, sollevato negli ultimi mesi, è però l’uso cosmetico di ingredienti ricavati da coste, fondi marini e oceani che rischia di compromettere l’equilibrio marino, già messo in serio pericolo e prossimo al collasso dall’industria alimentare. A differenza di quest’ultimo, però, molte delle aziende attive nel settore cosmetico sono molto attente alla sostenibilità dell’ecosistema marino.

L’Organic Monitor, società inglese di ricerche di mercato specializzata nel rispetto dell’ambiente, testimonia infatti con un rapporto come le industrie cosmetiche siano molto attente al tema della sostenibilità, che sarà ampiamente dibattuto durante il forum per la sostenibilità cosmetica, in programma a Parigi il prossimo 21 Novembre.

L’attenzione nella fattispecie sarà alghe marinerivolta ai sistemi di allevamento e acquacoltura. Pratiche già utilizzate ad esempio nel caso dei salmoni impiegati della norvegese AquaBioTechnology, o le alghe della tedesca OcenaBasis, coltivate nel Mar Baltico. Altre società come la Lipote e BitechMarine impiegano processi di biotecnologia per raccogliere principi attivi di bellezza da risorse marine.

Ma la vera avanguardia è rappresentata dall’azienda americana Heliae, che invece di strappare al mare le alghe marine sta creando in laboratorio nuovi ceppi ricchi di vitamine così da evitare i rischi e rappresentare un modello perfetto di eco sostenibilità.

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Casa

Arredare casa riciclando con l’ecodesign

E’ il trend del momento:  riciclare, barattare, ammodernare. Il vintage e l’ecodesign sono tornati in voga e tantissimi sono gli appassionati che ogni giorno affollano mercatini, antiquari e aste on-line, alla ricerca del mobile da restaurare o il pezzo d’arredamento da portare a casa e con cui vantarsi con gli amici.

Tanti sono i corsi, non solo privati ma anche a livello accademico, che sviscerano i segreti del “perfetto riciclatore”: Corsi di riciclo creativo della carta, del decoupage, dei materiali da recupero vari, il deco-riciclo di borsette, filati, pacchetti di natale, biju… Tutto questo perché, sebbene un oggetto smetta di assolvere all’uso per cui è stato originariamente creato, non è detto che non acquisisca, al contempo, potenzialità estetiche e diversamente funzionali. Il rispetto verso l’ambiente è anche questo, guardare gli oggetti e i materiali, anche più banali, con occhi diversi, creativi, e dare loro un nuovo significato.

Il web è pieno di video-tutorial per realizzare qualunque cosa con pochi oggetti che abbiamo in casa e che non usiamo più. Sui social network impazzano le “eco fashion re-styling” con gruppi numerosi e pagine seguitissime. Appassionati di perline, conchiglie e gioielli fai-da-te, lavori a maglia e all’uncinetto con cui rivestire qualunque cosa (anche i gusci delle sorprese degli ovetti di cioccolato), geek e fan di tutto ciò sia collegato alla tecnologia e alla rete che riutilizzano hardware vari per arredare casa. E poi si riutilizza davvero di tutto; i vecchi maglioni diventano borsette, le lampadine piccoli vasi per fiori, le grucce dall’armadio passano al soffitto diventando un eco-lampadario, i vecchi pneumatici faranno la gioia dei più piccini, dai tappi di sughero viene fuori una poltrona comoda, dalle bottiglie di plastica comodi astucci per i trucchi, dai rotoli di carta igienica simpatiche opere d’arte.

Quindi frughiamo nelle soffitte, nelle cantine, negli sgabuzzini, alla ricerca di mobili e oggetti da reinventare, a cui ridare vita. La vera ecologia è proprio questa: evitare di gettare via e riciclare quanto possibile sfruttando tutta la nostra creatività.

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Bellezza & Salute

Pannolini lavabili sì, pannolini lavabili no: cosa sono, come usarli e perchè

Ultimamente si sente molto parlare di pannolini lavabili, alternativa a quelli usa e getta (disposable diaper, DD) per tutelare l’ambiente e garantire il benessere dei più piccoli. Ma moltissime mamme non li conoscono, non sanno come funzionano o rinunciano a priori a questa possibilità per svariate perplessità.

pannolini lavabiliCosa sono? Sono pannolini prodotti per essere riutilizzati all’infinito. Sono formati da una parte interna assorbente e da una esterna impermeabile ma traspirante. Esiste poi un velo usa e getta che può essere inserito a contatto con la pelle e serve per trattenere la parte solida. In commercio ne esistono di tre tipi: Due pezzi (parte interna assorbente più quella esterna); Pocket (pannolini con tasca) e Tutto in uno.

Che fare quando arriva il momento del cambio? I residui solidi si tolgono con il velo e i pannolini si chiudono in un secchio. Per evitare odori sgradevoli, sul fondo del secchio si può mettere del bicarbonato di sodio. E per lavarli? Si possono unire agli indumenti bianchi in lavatrice, programmata a una temperatura che arriva ai 60° massimo altrimenti i tessuti perdono capacità di assorbimento. L’importante è non usare troppo detersivo per evitare reazioni allergiche al bimbo ed evitare l’ammorbidente che contiene sostanze cancerogene.

Quali sono le perplessità delle mamme riguardo pannoliniai pannolini lavabili? Ad esempio, il pensiero di doversi dedicare anche al lavaggio dei pannolini una volta nato il bebè le terrorizza. Sarebbe un impegno in più di cui fanno volentieri a meno. Fermo restando che chi sceglie i pannolini lavabili in caso di emergenza può sempre ricorrere a quelli usa e getta, usare i lavabili comporta un lavoro di 60 minuti in più alla settimana. Un altro dubbio riguarda la loro dimensione: è vero che possono essere un bel impaccio per i piccolini che cominciano a muoversi per il mondo, ma proprio il loro essere un po’ più ingombranti diventa un vantaggio per un corretto sviluppo delle anche. C’è poi chi non crede che possano assorbire quanto i DD, ma cambiandoli ogni 2/3 ore sono funzionali come gli usa e getta. Tra l’altro, più vengono lavati e più aumenta il loro potere assorbente.

Perché usarli? Perché le fibre naturali di cui sono composte le parti interne evitano il surriscaldamento dei genitali e riducono il rischio di irritazioni. Perché il bambino abbandona il pannolino prima in quanto si accorge con maggiore facilità di essere bagnato e questo lo porta a controllarsi e ad utilizzare il vasino.

Perché sono economici: in tre anni una famiglia può spendere 200-800 euro (dipende dai modelli) in pannolini lavabili (ricordo utilizzabili all’infinito quindi anche con un secondo bambino) contro i 1500-2000 euro per gli usa e getta. A quest’ultima somma vanno aggiunti circa 200 euro a tonnellata per le spese di smaltimento. Perché ci aiutano a salvaguardare l’ambiente: per ogni bambino buttiamo circa 5 tonnellate di pannolini usa e getta, che moltiplicate per tutti i bimbi costituiscono il 20% dei rifiuti solidi. Questi pannolini impiegano circa 500 anni per essere riassorbiti dall’ecosistema. Pensiamoci!

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Da DNA a donna

Coppetta mestruale e assorbenti bio: soluzioni eco friendly per i tuoi “giorni no“

Care amiche, vi svelo un segreto: nei giorni in cui vorremmo mandare tutti a quel paese perché nessuno – uomini in primis – capisce il nostro dolore addominale, possiamo rincuorarci pensando che un nostro semplice gesto può contribuire a migliorare l’ambiente.
Come? È presto detto! Gli assorbenti tradizionali, quelli che svolazzano leggiadri sui nostri teleschermi illudendoci di farci trovare la felicità durante il tormento, impiegano anche 500 anni per degradarsi.  Senza contarne il costo e le infiammazioni che i materiali sintetici di cui sono fatti possono provocare alla zona più intima e delicata del nostro bel corpicino.

Per porre fine a questa piccola tragedia mensile, ci sono pratiche soluzioni alternative.

Assorbenti lavabili: Al contrario di quelli tradizionali, gli assorbenti lavabili sono disponibili in canapa o in puro cotone, il che garantisce l’assenza di fastidiose irritazioni e la traspirazione della pelle, caratteristiche che, unite a una piacevole sensazione di freschezza, vi faranno sopportare meglio i fatidici “cinque giorni al mese”.
Se come me amate i colori, potete scegliere la variante che più vi piace e inoltre, dettaglio non trascurabile, le alette non si piegheranno su se stesse né rischieranno di appiccicarsi dove non dovrebbero, ma resteranno ben salde allo slip grazie a un bottoncino automatico. La pulizia è semplicissima: sciacquate l’assorbente con acqua fredda e un po’ di sapone, poi riponetelo in lavatrice con il resto del bucato e lavatelo a basse temperature. Non è fantastico?

Coppetta mestruale:  La coppetta mestruale è l’altra alternativa ai metodi tradizionali. Simile a un imbuto disponibile in varie misure, questa soluzione bio è interamente in silicone anallergico, un materiale morbidissimo e facilmente malleabile che consente il facile inserimento, come un normale tampone. La coppetta raccoglie il flusso mestruale e ogni 3 – 4 ore si svuota e si reintroduce dopo averla lavata. Come gli assorbenti, anche la coppetta mestruale è disponibile in diversi colori ed è venduta in un simpatico sacchettino di cotone colorato o a fantasia. Perfetto, vero?

Gli assorbenti bio e la coppetta mestruale possono essere utilizzati più e più volte, se li tratterete con cura e farete ben attenzione alla pulizia, dureranno per anni. Lo so, state pensando al prezzo. Sì è vero, costano di più dei pannetti sintetici, ma ricordate i vantaggi: risparmio nel tempo, comodità, stop alle irritazioni e rispetto dell’ambiente. Non state già meglio?