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Stupro Montalto: il Ministro Severino si impegna nel fare chiarezza

Ecco uno dei tanti casi in cui si rimane a bocca aperta e con l’animo indignato di fronte all’ingiustizia della giustizia italiana (che paradosso); stiamo parlando dello stupro di Montalto di Castro, che a distanza di sei anni, ancora non ha punito nessun colpevole, pur conoscendo perfettamente l’andamento dei fatti e nomi e volti degli aggressori.

Sei anni fa a Montalto di Castro, una ragazza di cui non viene rivelato il nome, è stata violentemente stuprata in una pineta da otto suoi coetanei, tutti minorenni. Lo stupro iniziò da subito ad indignare il Paese intero, non solo per l’atto in sé, ma soprattutto per l’atteggiamento dell’intero paese di Montalto nei confronti dell’accaduto, che ha visto la sua popolazione schierarsi non dalla parte della vittima, ma dei suoi carnefici, considerando la violenza come una sorta di “bravata”.

Ministro Paola SeverinoSe fosse stato solo il paese, però, a difendere il branco, credo che tutti si sarebbero schifati nello stesso modo, ma alla fine si sarebbero messi l’anima in pace; quello che, invece, tiene ancora alto il caso è l’atteggiamento della giustizia italiana, che poco più di 10 giorni fa (precisamente il 25 marzo) ha stabilito per la seconda volta che gli 8 giovani, ormai maggiorenni, non meritano il carcere, ma una messa in prova di due anni con i servizi sociali.

Ad intervenire è ora il Ministro della Giustizia Paola Severino, che ascoltando le testimonianze drammatiche della ragazza vittima della violenza e la richiesta di aiuto da parte di sua mamma, ha promesso di fare una maggiore chiarezza sul caso. Il Ministro ha dichiarato:

“Si tratta di una storia veramente straziante  rispetto alla quale credo che si debba dimostrare il massimo interessamento. Mi attiverò per acquisire tutti gli elementi utili per ricostruire la vicenda”.

A esprimere la sua indignazione è stato anche l’ex Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha affermato:

“Ho sempre sostenuto che per gli autori di uno stupro, anche se minorenni, l’ unica risposta debba essere il carcere. Invece ciò che accade è che nonostante le denunce, i violentatori restano poi a piede libero, e magari in grado di tormentare ancora le vittime. Ed è questo che spinge le donne a non denunciare, che le scoraggia nei confronti di una giustizia che spesso non arriva”.

Sante parole direi! Come può una donna trovare il coraggio di affrontare una dolorosa battaglia legale considerata già persa in partenza? Ma soprattutto, come si può evitare il dilagare della violenza sulle donne se si lasciano impuntiti gli aggressori?

 

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