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Sì allo sport purché non diventi ossessione

Recentemente ho assistito ad uno “scatch” familiare di una mamma e un papà alle prese con la scelta dell’attività fisica per il proprio figlio. Inizialmente sembrava una chiacchierata, ma poi è sfociata in una lite quasi furiosa a colpi di parole.

Lui:“Mio figlio sarà una stella del calcio!”

Lei: “Ma non vedi che è portato per l’hip-hop?! Non conosci proprio tuo figlio”

Lui: “Mio figlio non ballerà mai in calzamaglia”

Lei: “Ignorante l’hip-hop non si balla con la calzamaglia!”

Non vi scrivo il resto perché è poco consono al contesto, ma aggiungo le mie considerazioni e reazioni a questa scena direi molto “folkloristica”.

futuro figliIn primo luogo mi sono detta: “Ecco ci risiamo la solita discussione tra marito e moglie”. Poi capendo meglio l’argomento avrei voluto gridargli contro: “Vi rendete conto che la scelta è del bambino, non vostra?!”. Alla fine, disperata, perché non potevo inserirmi nel discorso, me ne sono andata pensando a quale infanzia travagliata avrà questo bambino.

Non ricordo che ai miei tempi, (non tanto lontani oltretutto) ci fosse questa smania dello sport agonistico. Io andavo a danza perché mi piaceva, poi ogni anno cambiavo disciplina perché volevo provarle tutte. Ultimamente, sembra esser scoppiato il boom dei piccoli talenti. A partire dalle trasmissioni televisive per finire alla miriade di servizi sportivi e ricreativi che sorgono nelle città.

Credo sia importante spingere il proprio figlio verso un hobby, ma sceglierlo al suo posto non va bene. Per far in modo che un bambino all’età di 5 anni sia inserito nel giusto gruppo sportivo, occorre osservarlo mentre gioca con i compagni all’asilo, o quando guarda la TV: i bimbi sono soliti imitare i movimenti di personaggi a loro cari. Se spesso vedono talent show adatti alla loro età, inizieranno a cantare, suonare o ballare. Se, invece, amano Art Attack probabilmente diventeranno dei creativi.

Può anche capitare che vostro figlio sia inizialmente attratto da uno sport come il calcio (magari perché è praticato da tutti) e poi si riveli un ottimo nuotatore. Non è in ogni caso sbagliato assecondarlo nelle sue scelte: fare uno sport completamente diverso da quello che fanno i suoi compagni di scuola, significa incentivarlo ad isolarsi (soprattutto se si tratta di un bimbo timido). Poter chiacchierare durante la merenda della partita di calcetto del giorno prima è un esordio nella società.

Infine se vostro figlio sarà un “talento nato”, come si dice nel gergo comune, ve ne accorgerete dalla sua costanza nel dedicarsi all’attività scelta, consapevoli di aver un genitore che lo stima per ciò che fa.

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