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Sharmeka Moffitt: non è stato il Ku Kux Klan a darle fuoco

Quando ieri sera si è sentito parlare del caso di Sharmeka Moffitt, la ragazza afroamericana che ha denunciato di essere stata data alle fiamme da tre uomini incappucciati, si è temuto nel ritorno di un incubo che l’America intera sperava di aver seppellito per sempre, ovvero il Ku Kux Klan.

Secondo quanto riferito dalla ragazza alla polizia della Louisiana, infatti, si sarebbe trattato di un attacco razzista, ma le istituzioni hanno sempre dubitato che potesse trattarsi dei KKK, tant’è che anche il sindaco di Winnsboro, Jachie Johnson, aveva detto di non essere “completamente convinto”.
Fatto sta che in seguito alle indagini della polizia, la verità è saltata fuori e pare si sia trattato di una messa in scena ideata dalla stessa ragazza, la quale si trova ancora in ospedale in condizioni gravi, con ustioni di terzo grado.
La domanda ora, sorge spontanea: perché mai una ragazza di colore, di soli 20 anni si è data alle fiamme inventandosi una storia in cui coinvolgere il Ku Klux Klan?Sharmeka Moffitt

Non si conoscono ancora i dettagli della storia né sono state rilasciate altre informazioni da parte della polizia della Louisiana, l’accaduto però, ha fatto sorgere tanti dubbi e c’è il sospetto che ci sia dell’altro dietro questa storia.
Attenderemo di conoscere i risvolti, consapevoli del fatto che la cautela delle istituzioni e della stampa americana non vuol dire che negli Stati Uniti, e specialmente negli stati del Sud non esistano più i gruppi razzisti, perché ci sono e operano in segreto e con molta discrezione; ma l’America del presidente Obama ci tiene a non dare voce a false accuse, soprattutto se si tratta di razzismo.

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