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Sara Tommasi beccata con Alfonso Luigi Marra. Sarà amore?

Si parla proprio di evasione, quasi fosse un carcere, quello in cui la Tommasi si era rinchiusa con il conte Alessandro Verga Ruffoni. Un vero e proprio carcere del sesso, così ha dichiarato la showgirl ai giornali, svelando che il conte era così focoso da stancarla fisicamente.

marra sara tommasiEppure, tra i due,  si parlava di matrimonio entro fine anno, invece, la Tommasi ha dichiarato: “Non sono poi più così sicura di voler sposare il mio conte… E’ troppo focoso. Con lui facevo sesso… troppe volte al giorno. Ora voglio però qualcosa di più…“.

I due si sono mollati proprio a San Valentino e Sara non ha perso tempo a buttarsi nelle braccia di un altro uomo: Alfonso Luigi Marra, avvocato che potrebbe essere quasi suo padre, data l’età.

Ecco le parole di Sara Tommasi sul suo nuovo amore: “Con Gino sta nascendo qualcosa di più di una tenera amicizia. Mi sento protetta e tutelata dal suo intelletto. Gino sta curando il mio corpo e la mia mente. Non mi mancano corteggiatori giovani e dandy, ma con Marra il mio corpo sta sposando il mio intelletto. Lui è un profondo conoscitore dell’universo femminile”.

Marra è un intellettuale brillante e un maschio esemplare”.

E così pare che la nuova amicizia tra Marra e Tommasi sia diversa dalle solite, d’altronde la showgirl è laureata alla Bocconi e non ha nulla da temere rispetto alle cosiddette bellezze con cervello come Belen e Canalis. Probabilmente per la Tommasi, mostrarsi è una parte del suo carattere a cui non vuole rinunciare…guardate la foto qui sotto…

12 risposte su “Sara Tommasi beccata con Alfonso Luigi Marra. Sarà amore?”

Sara Tommasi: Scilipoti mente circa la mia candidatura.

La notoriamente non vera affermazione di Scilipoti secondo la quale non mi avrebbe offerto alcuna candidatura è smentita da una serie di sue dichiarazioni pubbliche. È invece vero che ho sempre saputo che gli obiettivi politici di Scilipoti si riducono, al limite, alla sua di rielezione, e che, avesse mai da offrire ad altri candidature vittoriose, lo farebbe a condizioni fuori dalla mia portata.

È inoltre ovvio che lo scontro sul signoraggio, al quale mi sto sforzando di concorrere con ogni mezzo a fianco di Gino Marra, è violentissimo, difficilissimo e articolatissimo, e questa lotta è guidata da Marra attraverso quei suoi scritti con i quali ha messo in condizione di parlarne, sia pure a stento, anche un politico come Scilipoti. Una lotta che, oltre a richiedere uno stadio della consapevolezza giuridica e politica lontane da quelle di Scilipoti, richiede il coraggio, il senso dell’equilibrio, dell’onore e della dignità di un vero cavaliere, non di uno stalliere o di un giullare sempre pronto a trattare la propria resa per un piatto di lenticchie.

Sara Tommasi

Per adesione
Alfonso Luigi Marra

COMUNICATO STAMPA

Temo vengano pubblicate, salvo che i media non compiano un gesto di cavalleria nel quale confido poco, alcune foto in cui Sara Tommasi e il ‘nobile’ Alessandro vengono alle mani e io (stupefatto) cerco di dividerli. Foto che non sarebbe sorprendente se venissero truccate per far apparire anche cose diverse, tipo una mia partecipazione alla lite, alla quale sono stato invece del tutto estraneo, e circa le quali non oso immaginare quali falsità potrebbero essere scritte, perché spesso non ci si preoccupa dell’attinenza alla realtà di ciò che si scrive, ma solo della sua efficacia per ‘far notizia’. È in sostanza accaduto che il predetto Alessandro, nel venire a consegnare a Sara alcune valige e a ritirare un’auto, ha preordinato, provocandola, di generare una lite e si è (incredibilmente) portato dietro un fotografo perché, da lontano, con un teleobiettivo, facesse delle foto, contando evidentemente di accrescere così la sua fama. Capisco che mi si possa muovere il rimprovero che «chi va per mare..», ma il mio obiettivo in queste vicende è stato ed è unicamente rendere noto il più possibile il termine signoraggio bancario, affinché prima o poi la società debba iniziare chiedersi cosa esso sia e reagire per sconfiggerlo. Concordo che sarebbe meglio se ciò avvenisse tramite altri mezzi, ma se i capi dei partiti e la stampa specializzata sono schierati con le banche, e il governo è di nomina bancaria, bisogna essere grati, piaccia o no, a veline, attrici e persino ‘nobili’ di questa levatura se, volenti o nolenti, hanno concorso a questa guerra, perché sconfiggere il signoraggio equivale a sconfiggere ogni crisi e dare inizio alla vera civiltà, e non saranno coloro che si sforzano di occultarlo a raccogliere alla fine il plauso sociale.

Alfonso Luigi Marra

Comunicato stampa

Leggi l’analisi di Alfonso Luigi Marra delle sconvolgenti sentenze n. 1305/2009, della Corte di Appello Roma, e n. 25999/2010, della Cassazione a Sezioni Unite, con le quali, dando così la stura a un ben più vasto e profondo ’92, si afferma, in modo definitivo:

-che la DC storica esiste a tutt’oggi perché non è mai stata sciolta;

-che il suo enorme patrimonio, tra cui 585 immobili, molti di grande valore, è stato illegittimamente venduto (per cui va recuperato, una volta verificato a chi è stato venduto e a quali condizioni);

-che né il CDU né il PPI né Sandri né Pizza né altri hanno diritto a usarne il nome o il simbolo né possono esserne eredi o continuatori giacché essa non si è mai estinta.

Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione di pugno di Sara Tommasi (vedi da scribd) che recita testualmente:

«Io Sara Tommasi dichiaro che il signor De Vincenzo Federico mi ha somministrato della droga durante le riprese di un video porno girato illegalmente in Italia giorni fa, precisamente il 3 giugno 2012. Mi auguro che il mercato della pornografia cessi d’esistere!!! Grazie, cordiali saluti, Sara Tommasi».

Federerico De Vincenzo è un ex carabiniere di San Giugliano che svolge a Milano attività connesse alla pornografia ed è la stessa persona di cui, casualmente, ieri, 17 giugno 2012, il Corriere della Sera (corriere.it), in relazione a vicende giudiziarie estorsive in danno dapprima di Fini e poi di tre calciatori della Lazio per delle foto, scrive:

«-GIANFRANCO FINI – La vicenda, raccontata sabato da Il Secolo XIX , ha al centro Lucia Rizzo, in arte Rachele, già nota alle cronache scandalistico-giudiziarie del 2010 per aver raccontato di aver avuto incontri a luci rosse con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. In quella occasione la escort finì indagata per estorsione e diffamazione. Nel suo racconto ai magistrati della procura di Roma scaricò però le responsabilità sul suo manager Federico De Vincenzo. “È lui a mettere in piedi questi raggiri – disse Rachele – tanto che ne ha già pronto un altro simile con i giocatori della Lazio”. Sempre secondo Rachele, De Vincenzo confidò all’amico Massimo Caroletti, unico indagato nella vicenda di oggi, di avere “delle foto con cui mi faccio la macchina nuova…”».

-LA VICENDA. Di che foto si parla? Il 20 marzo 2009 la Lazio è a Catania. Nell’albergo dove alloggia la squadra si trova di passaggio anche Rachele con De Vincenzo. I due chiedono ai calciatori di prestarsi a qualche foto»…

Sara Tommasi ha conferito mandato agli avvocati Alfonso Luigi Marra e Saverio Campana, noto penalista di fiducia dell’avv. Marra, di presentare un esposto alla Procura di Milano ai fini del sequestro del video e quant’altro, e all’ avv. Marra di agire per il risarcimento dei danni.

Scarica la dichiarazione di Sara Tommasi in formato pdf:

Ufficio Stampa PAS-FermiamoLeBanchehttp://tv.signoraggio.it/video/sara_tommasi-dichiarazioni.pdf

Marra: Cara Selvaggia, Sara è pornografa, Gruber è Bilderberg: chi credi sia meglio?

«Cara Selvaggia, premesso che sai che ti sono affezionato e ti stimo, sto scrivendo in questi giorni un complesso documento sul tema dell’abiezione come cultura di fondo che domina ogni cittadino del regime, uomo o donna che sia, salvo non sia un dissidente.
Un’abiezione frutto dell’influsso della depravazione consumistica sulla cultura di base dell’occidente, che è il dogmatismo monoteistico ebraico cristiano.
La mia conclusione è che ogni occidentale ha come cultura di fondo l’abiezione, che però in alcuni è attiva, in altri è passiva, in altri ancora è subita ecc.
Ora, secondo me, le forme di abiezione più riprovevoli non sono sempre le più perniciose dal punto di vista degli effetti sociali, con il risultato che Ilenya (quella di cui a La fase di Ilenya), o Sara, pur soccombenti dinanzi alla pressione della pseudo cultura vigente, sono culturalmente benefiche, perché inducono l’idea della necessità del cambiamento, mentre Gruber è perniciosa, perché con la sua apparente irreprensibilità, ‘fa tendenza’, ovvero concorre a omologare l’idea che il Bilderberg sia una cosa ‘normale’, laddove è la radice del male.
Inoltre, sono costernato per questa vicenda del porno di Sara, che ovviamente non ha proprio nulla a che fare con il nudo che ho usato io per un fine di così alto rilievo morale e sociale come quello di abbattere il signoraggio.
Video, i miei, che oltretutto l’avrebbero enormemente avvantaggiata, perché quando il signoraggio avesse cessato di essere tabù (e cesserà di esserlo: lo prometto alla società!), Sara avrebbe in un modo o nell’altro dovuto raccogliere il riconoscimento per aver contribuito a questa guerrà, oltre che nobilissima, essenziale per poter superare la barbarie economica e morale che schiaccia oggi l’economia e la civiltà.
Cionondimeno, finanche ora, premesso che aborro la cocaina, la pornografia, l’eventualità che abbiano usato la cocaina per indurre Sara al porno ecc., resto dell’idea che l’esempio di Gruber è pernicioso, mentre quello di Sara è distruttivo per lei stessa, ma comunque funzionale alla sconfitta del signoraggio.
Perché il signoraggio è un argomento di una tale gravità che non ha senso temere che possa essere ‘screditato’, perché può essere solo occultato, e nel momento in cui le decine di milioni di italiani che ora dicono questa parola senza capire di cosa si tratta, capiranno, ti assicuro che saranno tutti con Sara e tutti contro Gruber..

Gino Marra»

Ufficio Stampa Pas-FermiamoLeBanche

Il bilderberghino Obama accorre in aiuto del bilderberghino Monti.
Giustamente tra uomini Bilderberg ci si aiuta.. Obama non è direttamente lui stesso membro del Bilderberg, come ad esempio Clinton, ma esponenti del suo governo partecipano ufficialmente alle riunioni del Bilderberg, sicché non è altro, anche lui, che un misero pupazzo delle banche. Un pupazzo che non è stato partorito da internet, ma dal potere bancario, e che ‘coerentemente’ corre in aiuto del collega bilderberghino Monti in evidente difficoltà. Berlusconi teme che il Bilderberg gli faccia di nuovo cadere i suoi titoli in borsa o che gli scagli contro con ancora più veemenza la magistratura, ma se affrontasse questi temi vincerebbe senz’altro le elezioni. Io non condivido Berlusconi, ma se vince Bersani abolisce del tutto il denaro liquido e istituisce chissà che provvedimenti folli per favorire il rastrellamento delle tasse, che poi servono per pagare ai suoi padroni (le banche e il Bilderberg) il denaro che invece gli Stati potrebbero produrre da sé. Anche Bersani e Napolitano sono di fatto uomini Bilderberg benché non siano formalmente iscritti a questa organizzazione criminale, perché sanno che Monti né è membro e sanno che è un circolo occulto e illecito, per cui sono complici di fatto di Monti.
Alfonso Luigi Marra

5.000 articoli solo in inglese circa denunzia di Marra a Monti x Bilderber. Solo media italiani tacciono
L’intera informazione mondiale, tra cui, solo in inglese, 5.000 siti di informazione, e non sappiamo quanti cartacei o televisivi, riporta la notizia della denunzia di Marra a Monti alla Procura di Roma per la sua appartenenza al circolo Bilderberg (lo si vede con una semplice query). Unici a tacere i siti, le televisioni e i giornali italiani. Marra: “I peggiori artefici della disinformazione sono la Repubblica e il Corriere della Sera”.
PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse

Marra: Monti, di fronte alla reazione internazionale, risponde alla mia denunzia: «Il Bilderberg è cosa buona..».
Monti, di fronte alla reazione dei media internazionali, che hanno tradotto e pubblicato la denunzia che ho presentato il 1.2.2013, con il numero 050429, alla Procura di Roma contro il Bilderberg e circa la sua appartenenza ad esso, risponde che: «Il club Bilderberg non è una setta segreta. Magari qualche politico italiano ci andasse! Ci aiuterebbe ad uscire da un isolamento politico e culturale italiano».
Sennonché lo schema giusto è invece che lui mi denunzi per calunnia, quindi io denunzi a mia volta lui per calunnia, e che si faccia il processo per stabilire se il calunniatore sono io o è lui. Fermo restando che la magistratura non è neutra rispetto al Bilderberg, altrimenti sarebbe intervenuta da tempo, sicché, nonostante la fondatezza delle mie affermazioni sia evidente, sarebbe un duro scontro.
In ogni caso, poiché quel che conta è il giudizio della collettività, faccio osservare che ho ampiamente motivato la mia denunzia, mentre il fatto che il Bilderberg non sia occulto e sia un circolo di persone per bene è solo una mera affermazione di Monti.
Denunzia che spero la stampa italian voglia divulgare adeguatamente, che riporto di seguito, e che invierò ora tradotta in dieci lingue alla stampa mondiale, perché in certi punto le traduzioni pubblicate dai media stranieri sono un po’ approssimative.
L’ideale tuttavia, visto che Monti ha tanta propensione ai confronti, sarebbe che accettasse di confrontarsi con me in televisione.
Alfonso Luigi Marra

Cari Bersani e Grillo, come fate a parlare di riduzione delle spese e moralità se prima non eliminate l’anatocismo, le commissioni di massimo scoperto e l’accredito differito dei versamenti, con i quali le banche lucrano illegittimamente circa 2 miliardi di euro al giorno a danno della società?
Capite: 2 miliardi al giorno di fronte alle quisquilie che recuperereste tagliando i parlamentari o le auto blu o i ‘rami secchi’ eccetera?
E come fate a disinteresessarvi del fatto che, ogni 100.000 euro, applicando i tassi anatocistici, cioè addebitando gli interessi ogni tre mesi anziché ogni anno, in dieci anni, le banche prendono 204.000 euro in più di interessi?
E perché non chiedete alla magistratura di smettere di rimanere inerte di fronte al gravissimo illecito rappresentato dalla privatezza della Banca d’Italia, la cui nazionalizzazione – come sapete – risolverebbe ogni problema?
E tu Grillo, perché non mi rispondi quando dico che sono pronto a risolvere io, gratuitamente, il problema di buona parte dei 550 milioni di debiti del Comune di Parma semplicemente facendo causa alle banche creditrici, perché, secondo una giurisprudenza ormai pacifica, sono somme per la più parte non dovute?
Perché cioè non fate queste cose? Quali motivi lo impediscono?
Alfonso Luigi Marra

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