Dopo il caso che ha scosso il mondo in lungo e in largo, delle protesi PIP che contenevano sostanze cancerogene e mettevano a rischio migliaia di donne, si è capito quanto sia difficile “rintracciare” donne che hanno subito interventi di mastoplastica additiva al seno, cioè hanno deciso di ampliare il proprio décolleté con delle protesi al silicone.

Così è notizia di qualche giorno fa che la Commissione Salute del Senato ha deciso di istituire un vero e proprio registro delle donne che si sottoporranno a questo tipo di intervento, così da evitare in futuro paura generalizzata e da poter rintracciare in breve tempo, in caso di problemi a specifici tipi di protesi, le donne che le hanno impiantate. Su questa scelta ha mostrato grande entusiasmo Eugenio Gandolfi, segretario di Aicpe, Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica.

Il Dott. Gandolfi ha dichiarato, in seguito a tale decisione che: “Siamo soddisfatti del via libera della Commissione Sanità del Senato all’istituzione di un registro dei dati relativi all’impianto di protesi mammarie. Erano anni che aspettavamo una disposizione in materia, finalmente siamo a una svolta e speriamo che si vada fino in fondo. Di registro protesi si discute almeno dal ministero Veronesi. Chiarezza, ordine e leggi chiare sono per noi chirurghi plastici soci di Aicpe un presupposto imprescindibile per esercitare la nostra professione.”

Insomma, speriamo che questa decisione diventi presto operativa per al sicurezza di tutte noi! La situazione davanti la quale ci siamo trovate, in seguito alla scoperta che le protesi PIP potevano essere messe in relazione a casi di tumore (in molti casi dovuti a perdite del liquido interno alle protesi), non è certo degna di una società dell’informazione com’è la nostra attualmente. Certo la privacy deve avere il suo peso, ma la salute e la sicurezza di noi donne viene prima di tutto!