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Sanremo 2013: Raphael Gualazzi trasforma in jazz anche la Luce di Elisa

Raphael Gualazzi deve essere un uomo cui piacciono le sfide impossibili, perché avere il coraggio di cantare Luce di Elisa non è cosa da tutti, se poi la vuoi trasformare in un’opera omnia del blues italiano, beh… diventa davvero qualcosa di impossibile. Tanto che i momenti migliori sono quelli di assolo di pianoforte, mentre il cantato poco si addice alla canzone.

r gualazziTroppi acuti, troppi “contraltari” e sussurri, per quella che è una canzone emblema  della musica italiana e che fino a prova contraria può essere cantata solo da Elisa, con quella voce ruvida e brillante. Raphael si gioca una carta impossibile senza infamia e senza lode… Certo un cantante non deve trasformare tutto ad uno stile monotono, ok, il jazz bello, il blues passionale… Ma luce in versione R&B proprio non ci sta. Una forzatura al limite dell’azzardo che di sicuro non ha evidenziato le qualità canore di Gualazzi, anzi gli avrà creato qualche nemico tra gli amanti della musica di Elisa. Provaci ancora Raphael… senza blues però!

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