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Salute: dosi giornaliere di testosterone allontanano il rischio di demenza nelle donne?

Il testosterone potrebbe essere un grande aiuto per le donne! Secondo una nuova ricerca, l’ormone maschile potrebbe migliorare la memoria e scongiurare il rischio di demenza, nelle donne. Un gruppo di 96 donne sane, in post-menopausa, sono state esaminate e sottoposte ad un trattamento a base di testosterone; ogni giorno, per sei mesi, le pazienti hanno dovuto spalmare sul proprio corpo un gel al testosterone.

I risultati hanno dimostrato un miglioramento, nei test di funzionalità cerebrale, per le donne che hanno assunto l’ormone, rispetto a chi ha usato un gel fittizio; i ricercatori hanno, anche, rivelato un miglioramento nella memoria a breve termine.

Ottimizzare le funzioni cerebrali è sempre stato uno dei modi più efficaci, per allontanare il rischio di demenza, in quanto aiuta a rafforzare le connessioni tra le cellule cerebrali. Gli esperti consigliano di allenare il proprio cervello, attraverso una dieta sana, esercizio fisico regolare e fare “giochi di routine”, come cruciverba o puzzle. Ma le ultime ricerche, effettuate presso la Monash University in Australia, suggeriscono l’ulteriore efficacia di una dose giornaliera di testosterone in gel.

Le probabilità per le donne di avere il morbo di Alzheimer sono due volte maggiori rispetto agli uomini, anche se i ricercatori ancora non conoscono il vero motivo. Una ragione potrebbe essere il calo dei livelli di testosterone; sebbene quest’ultimo sia considerato come un ormone maschile, in realtà, anche le donne ne producono piccole quantità. Quando raggiungono la menopausa, la produzione di testosterone diminuisce; alcune ricerche suggeriscono che ciò provoca una riduzione della libido in molte donne e che il loro desiderio sessuale può trarre beneficio dalla terapia sostitutiva di testosterone – come gel o cerotti.

I risultati della ricerca sono stati presentati in una denti olio cocco bianchi salute dentalerecente conferenza, ma devono ancora essere pubblicati in una rivista. Commentando lo studio, il dottor Simon Ridley, direttore della ricerca presso Alzheimer’s Research UK, ha accolto con favore lo studio, ma ha avvertito: “Dovremo aspettare questi risultati e sottoporli a revisione, prima di poter valutare la loro effettiva utilità per le persone affette di demenza”.

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