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Sabrina Misseri in aula: ecco le sue verità su Sarah Scazzi

E’ stata ascoltata oggi in aula, dinanzi alla Corte di Assise di Taranto, Sabrina Misseri, imputata per aver ucciso, insieme a sua madre Cosima Serrano, la cugina Sarah Scazzi nell’agosto del 2010.

Durante l’esame (il più importante fin ora, in quanto dedicato interamente a lei) Sabrina ha risposto alle domande del pubblico ministero Mariano Buccoliero, in lacrime, continuando ad affermare di non essere stata lei ad uccidere Sarah, ma di considerarla, anzi, come una sorella minore più che come una cugina.

“Non ho fatto niente. La gelosia non c’entra nulla. Voi non conoscevate Sarah. Mi sono fatta due anni di carcere da innocente” queste le parole della 24enne di Avetrana, che ha continuando aggiungendo “Reputavo Sarah una sorella minore, non una cugina, e la trattavo di conseguenza. Qualche rimprovero sì, ma non litigi”.

Sabrina appare durante l’udienza molto provata e tremolante, tanto da arrivare, ad un certo punto, alla sospensione dell’udienza per qualche minuto, per permettere alla ragazza di riprendersi.

sabrina-misseri-avetranaQuando l’esame riprende, Sabrina continua a parlare e risponde ad una domanda fattele dal pm riguardo uno scambio di sms con Ivano Russo, in cui la Misseri gli diceva che la cugina la stava stressano; Sabrina a riguardo afferma “Sarah si faceva dei complessi sul suo fisico, tipo le orecchie a sventola o la dentatura imperfetta. Glielo dicevano anche sua madre e gli amici di scuola”.

Sabrina Misseri chiarisce anche il suo rapporto con Ivano, spiegando che lei non era né innamorata e né gelosa del ragazzo e che tra di loro c’era si attrazione fisica, che in un caso ha portato anche ad un rapporto sessuale non completo, ma che fondamentalmente loro erano solo amici.

Per quanto riguarda, poi, i rimproveri che Sabrina aveva fatto alla cugina Sarah per i suoi atteggiamenti troppo affettuosi, la Misseri afferma “L’avrò rimproverata perché era troppo affettuosa e appiccicosa con le persone di fronte ad altri. Non escludo di averla rimproverata quella sera ma era accaduto altre volte perché non volevo che la gente di Avetrana pensasse o dicesse qualcosa. Era una mia protezione. Una cosa era farlo quando eravamo da soli altro era esagerare con gli abbracci davanti agli estranei”.

La difesa di Sabrina Misseri ha prodotto 49 lettere e un memoriale di Michele Misseri (il quinto) destinati alla figlia in carcere. Nelle lettere e nel memoriale il padre si assume la responsabilità del delitto.

Cosima Serrano, invece, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

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