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Rossana Rossanda: il suo addio a Il Manifesto dopo 43 anni

Dopo 43 anni dalla nascita del quotidiano simbolo della sinistra, Rossana Rossanda, giornalista nonché co-fondatrice di Il Manifesto, dice addio alla testata. Dopo Vauro Senesi e Marco D’Eramo, Il Manifesto perde, dunque, un altro dei suoi componenti, non di poca importanza.

Le motivazioni che avrebbero spinto la Rossanda a prendere questa decisione le comunica la stessa donna, che, accusando la direzione e la redazione di “indisponibilità al dialogo”, pubblica una lettera su MicroMega.net (lettera che ha inviato anche al suo ex giornale per la pubblicazione).

La Rossanda scrive: “Preso atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione del manifesto, non solo con me ma con molti redattori che se ne sono doluti pubblicamente e con i circoli del manifesto che ne hanno sempre sostenuto il finanziamento, Rossana Rossandaho smesso di collaborare al giornale cui nel 1969 abbiamo dato vita. A partire da oggi (ieri per il giornale), un mio commento settimanale sarà pubblicato, generalmente il venerdì, in collaborazione con Sbilanciamoci e sul suo sito www.sbilanciamoci.info”.

Traspare il rammarico della giornalista, che quasi si sente cacciata da ciò che lei stessa nel 1969 ha contribuito a far nascere. L’impossibilità di dialogo dichiarata da Rossana è stata confermata anche da Joseph Halevi, uno dei collaboratori più noti del manifesto, che in una lettera inviata al circolo del manifesto di Bologna ha scritto, riferendosi alla direzione e alla redazione: “Non si tratta più di un collettivo ma di un manipolo che per varie ragioni si è appropriato del giornale”.

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