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Ritrovati i resti di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘Ndrangheta

Lea Garofalo era una donna calabrese, che della sua Calabria non accettava molte cose, così decise persino di ribellarsi alla ‘Ndrangheta e di conseguenza alla sua intera famiglia e a suo marito. Divenne così, forse, la prima vera e coraggiosa collaboratrice di giustizia che raccontò come l’organizzazione a delinquere calabrese agisse sul territorio.

Bene per questo coraggio, Lea fu prima torturata e poi uccisa dall’uomo che amava, dopo essere fuggita a Milano ed aver vissuto sotto protezione, ma almeno è riuscita a salvare la figlia Denise, che per un periodo dovette persino vivere “affidata” alle cure dei genitori del marito di Lea, cioé del suo assassino.

Oggi, questa tragica pagina di vita italiana si chiude con il ritrovamento dei poveri resti di Lea Garofalo, un corpo martoriato dalle torture e poi dato alle fiamme, ma almeno adesso la figlia potrà avere un luogo in cui “ritrovare” la mamma scomparsa, un luogo in cui poter piangere per l’affetto di cui è stata privata per la violenza insensata e inumana del padre.

Di certo, quando si ritrovano resti di una persona cara è un momento di sofferenza immane, ma almeno questo consentirà di onorare il coraggio di Lea con una tomba, a cui sicuramente la figlia non farà mai mancare un fiore. Ma a quella tomba dovremmo recarci noi tutte per ricordare una vera eroina, che ha avuto il coraggio di denunciare e di affrontare con dignità un destino che sapeva sarebbe stato amarissimo.

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