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Quirinale: perché anche se vince Marini, perde il Partito Democratico

Franco Marini sarà Presidente della Repubblica, secondo le intese tra Partito Democratico e Popolo della Libertà, o meglio tra Bersani e Berlusconi. L’ex Presidente del Senato, rimasto fuori dalla Camera Alta, può contare formalmente su 789 voti tra i grandi elettori, ben oltre la soglia dei 672 necessari per essere eletti nelle prime 3 votazioni con maggioranza ai 2/3.

Marini_Quirinale_VotiMa probabilmente non sarà così, poiché il nome di Marini ha già spaccato il centrosinistra, Vendola ha a più riprese ribadito che non voterà Marini, che rappresenta il vecchio, ma che i 45 voti dei grandi elettori di SEL andranno all’unanimità verso il voto compatto a Stefano Rodotà, nome proposto dal Movimento 5 Stelle.

E ha spaccato anche il PD, Bersani ieri sera ha annunciato il nome di Marini in un’assemblea infuocata, in cui il nome proposto dal segretario è stato accettato da 222 grandi elettori, mentre 90 hanno detto no, per non parlare dei tanti interventi dai giovani turchi, a Civati, a Renzi, (fuori dalla direzione) che è intervenuto nettamente a Le Invasioni Barbariche, schierandosi contro la candidatura di Marini e contro l’inciucio B&B. Insomma, dopo le polemiche e le offese è arrivata l’occasione per Renzi e i giovani del PD di spaccare per un buon motivo, come dimostrano le manifestazioni della base davanti alla sede del PD già ieri sera, o gli sfoghi su Twitter e Facebook.

Sono tantissimi gli elettori del PD, che hanno votato Bersani alle Primarie, e che dopo questo inciucio sul nome della più alta e rappresentativa carica dello Stato, manifestano delusione… Tante le esternazioni di pentimento, ancora di più quelle di disprezzo per una classe dirigente incapace di comprendere il proprio popolo, i propri elettori e ancor meno la volontà di cambiamento espressa dal Paese col voto a Beppe Grillo e ai suoi iscritti.

Se il Movimento 5 Stelle con il suo ostracismo stava lentamente perdendo credibilità e voti, Bersani con la mossa Marini è riuscito a riportare in vita un dead man walking, tanti adesso inneggiano a Rodotà e alla scelta del M5S, tanti vedono realizzarsi le parole di Beppe Grillo, della volontà di Bersani di non cambiare, ma di mantenere gli equilibri di potere che hanno portato il Paese dove ben conosciamo. Sicuramente, il voto su Marini, oltre a poter portare l’ex popolare al Quirinale, è un referendum su Bersani, se la sua linea al primo scrutinio dovesse essere bocciata, allora sarà bagarre e forse il PD non sarà più lo stesso…

 

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