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Quirinale: Napolitano giura in lacrime e richiama tutti alle proprie responsabilità

E’ un Giorgio Napolitano in lacrime e visibilmente emozionato e conscio del peso che questo secondo mandato come Presidente della Repubblica rappresenta per lui e per il Paese.

Il suo discorso di insediamento è un messaggio netto e deciso alle Camere riunite a Montecitorio, messaggi netti, che sanno di netta presa di posizione, di atto di distanza, che segna un cambio epocale nei rapporti tra Capo dello Stato e Parlamentari.

Giorgio_Napolitano_GiuramentoNapolitano sembra un padre che pensa alla famiglia e rimprovera coloro che devono amministrare la famiglia. Il Presidente della Repubblica è netto, se nel suo secondo mandato si troverà ancora di fronte a certe situazioni di stallo affrontate in passato, nonostante i suoi sforzi e suoi moniti, sarà direttamente lui a trarne le conclusioni e a mettere a conoscenza il Paese di quanto sta accadendo, alludendo a dimissioni motivate. E’ tempo di riforme conclusive, come quella elettorale troppe volte evitata, di riforme economiche e di dare al Paese nuova linfa per il futuro, creando e sostenendo il lavoro, la ricerca, l’innovazione e l’istruzione.

Napolitano richiama l’importanza dei partiti, pur ammettendo che il Movimento 5 Stelle, unica novità in Parlamento, anche con una dialettica aspra ha il merito di aver portato una ventata di novità e che la politica si fa all’interno del Parlamento, e non tra piazza e Parlamento.

Il Presidente ricorda ancora che i Parlamentari non sono rappresentanti di una fazione, ma innanzitutto della volontà popolare. Napolitano ricorda la sua esperienza politica, con la voce rotta dall’emozione, entrato alla Camera dei Deputati a 28 anni e richiama tutti i parlamentari al dovere di ogni buon politico: lavorare in Parlamento per migliorare il Paese e migliorarsi, con nuove esperienze ed il confronto.

Poi dice che non c’è partito o coalizione che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poter governare con le sue sole forze. Insomma, un invito al dialogo e a trovare la forma di un governo d’intesa tra forze diverse, per dare all’Italia quel Governo di cui ha bisogno, con intese anche tra maggioranza e opposizione per dare risposte condivise ai problemi del Paese.

 

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