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Quello che non ho: dalla partigiana Wanda Bianchi alla Littizzetto

Quello che non ho, di Fazio e Saviano, giunge questa sera alla sua seconda puntata e si apre in modo davvero femminile ed originale: una foto della Callas e il sottofondo di Castadiva… tutto semplicemente da brividi!

Ancora una volta l’incisività e il talento di una grande donna viene usato per aprire la puntata di un programma di spessore, programma che inizia subito col botto… parlando di camorra… parlando di Casalesi!

quello che non hoMomenti certamente forti, in cui Saviano descrive le metriche che interpretano una lettera fra camorristi e un dialogo fra un boss e sua moglie.

A seguire è il turno di Vinicio Capossela, capace come sempre di stregarci con il suo modo di cantare e la sua musica. Tocca anche a Francesco Guccini portare il suo contributo e a seguire, dopo di lui, è il turno di altri ospiti.

Ma è la musica che fa da spartiacque in questo programma su La7 e dopo Guccini tocca ad una grande donna della musica italiana prestare la sua bravura: stiamo parlando di Elisa. E questa sera Elisa decide di interpretare una splendida versione alla tastiera di One (degli U2)… pelle d’oca per me… e sensazioni spettacolari che volano nell’aria.

Ma poi, dopo la magia, ecco arrivare una storia di quelle capaci di far davvero riflettere, quella di Wanda Bianchi: una ex staffetta partigiana con “nome in codice” Sonia.

Il suo racconto comincia dai ricordi di bambina e dalla  prima esperienza con la guerra: “quando mi è toccato abbandonare gli studi da bambina mi sono messa a piangere, perché avrei voluto capire come girava il mondo”. Questa una delle frasi di Wanda, in quel discorso in cui ricorda l’aspra lotta contro il fascismo. “All’inizio sembrava un’avventura, ma poi un’avventura forse non era”, ricorda Wanda.

Il suo discorso a Quello che non ho è un racconto davvero toccante, sussurrato a volte con voce spezzata e che si conclude con una frase che fa davvero riflettere tutte noi: “Certo che non bisogna farsi prendere dalla malinconia, dal non voler sperare in niente. Bisogna sperare altrimenti non facciamo niente!”.

È vero amiche, bisogna sperare… sempre… perché per costruire qualcosa ci vuole un sogno ed una speranza!

E chiudiamo richiamando uno degli interventi più divertenti della serata, quello di Luciana Littizzetto: una grande artista capace di esprimere in modo originale ed irriverente anche gli argomenti più scontati o contorti. Ed eccola allora esibirsi nel suo monologo serale, questa volta sulle parolacce. “Ma liberati e impara a dire vaff… ci sono cose nella vita che ti si liberano solo con un bel Vaff…“.

Questa una delle frasi con cui Luciana ha iniziato, per poi passare alla domanda: “Stronzi si nasce o si diventa?“…ehh grande domanda dico io… E poi via a tirarne giù di tutti i colori. Prima paragonando Crudelia Demon alla Santanchè e poi glissando, passando a descrivere come sia stata l’evoluzione dello str…o, prendendo a modello vari personaggi fra cui: Marchionne e Monti

Per approfondire, se desiderate rivedere i video della puntata di questa sera di Quello che non ho (da Wanda Bianchi a Luciana Littizzetto), vi basta cliccare qui.

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