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Pupi Avati, Marylin Monroe e quei biglietti fantasma…

È agli sgoccioli il Festival di Roma, ormai si aspetta solo il grande evento che vedrà al centro della scena Richard Gere (Premio Marc’Aurelio d’Oro alla Carriera) e la proclamazione dei vincitori. Dopo di che arrivederci al prossimo anno.

festival cinema roma 2011Intanto ieri è stata la giornata di Pupi Avati, che ha presentato al Festival Il Cuore Grande delle Ragazze: storie a metà tra il racconto familiare e la storia fantastica, che ripercorre le avventure giovanili del nonno di Avati, interpretato da Cesare Cremonini. Il vecchio Pupi, dopo lo spavento di qualche giorno fa che l’ha visto ricoverato all’Umberto I per un malore, è riuscito a raccogliere i suoi applausi sul red carpet ieri sera insieme al suo inedito protagonista ed a Micaela Ramazzotti, come al solito a metà tra il sonno e la veglia. Ieri è stato anche il giorno di My Week With Marilyn, film recuperato in corner dal Festival e che vede Michelle Williams nei panni della divina. Glamour e trucco non sono mai stati così ben usati per ricostruire il corpo e le movenze di Marilyn da una straordinaria e giovane attrice di oggi.

Quello che però affascina di questo Festival è l’alone di mistero che aleggia intorno alle biglietterie. Personaggi oscuri travestiti da sorridenti ragazzi sbucano da dietro le vetrate sorridendo e rispondendo con cortesia che “i biglietti sono finiti”, quando le sale sono incredibilmente vuote. Sarà un problema di organizzazione, o forse non proprio tutte le sale sono vuote, o forse ancora ci sarà qualche maniaco che in preda ad un raptus ha paura di lasciarsi sfuggire il film di turno e prende tutti i biglietti possibili con fare convulso. Eppure per gli accreditati, che hanno a disposizione un tot di biglietti prepagati, è impossibile trovare un posticino in piccionaia della sala Santa Cecilia, anche se, come molti fanno fino all’ultimo giorno, si arriva sul posto di fronte alle famigerate biglietterie alle 8.45 circa.

È uno sforzo ammirevole considerando che la sera si va a dormire in media all’una passata, eppure pochi dei temerari vengono premiati, ed intorno a quel biglietto da accreditato nasce un culto pagano di adorazione ed offerta di cibo e sacrifici di piccoli animali. A quanto sembra, pensare che i 25 euro sarebbero stati un deterrente per gli avventori dell’Auditorium festivaliero è stato un errore. Quindi si può solo sperare che gli incassi di quest’anno servano a finanziare la settimana edizione del Festival in maniera adeguata…

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