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Primarie, Ballottaggio Bersani-Renzi: è scontro sulla pubblicità

Bersani contro Renzi: il main event di domenica prossima, 2 dicembre, si preannuncia una sfida da superball. O derby calcistico se preferite, decisamente più incline allo stile italiano e conferme all’idea di confronto interno al centro sinistra.

Ovviamente stiamo parlando del ballottaggio per le Primarie, Primarie che stanno portando con sé dietro non poche critiche. E l’ultima viene direttamente dal cuore del centrosinistra e in particolar modo da Bersani, Vendola, Tabacci e Puppato. I quattro candidati, infatti, avrebbero presentato un esposto al collegio dei garanti delle primarie contro Renzi, o per essere più precisi contro delle pagine pubblicitarie che sarebbero riconducibili alla fondazione Big Bang del rottamatore.

Le testate che avrebbero esposto, oggi, le pagine pubblicitarie sarebbero La Stampa e il Corriere della Sera. Bene, ma qual è il problema di queste pagine incriminate? Il problema starebbe nel contenuto delle pagine, che andrebbe a rimarcare il concetto messo in chiaro, già da qualche giorno, da Renzi e soc: ovvero la possibilità di andare a votare anche per chi al primo turno non si è iscritto. Basterebbe una semplice mail e il gioco è fatto: si accede al secondo turno.

Insomma, per farla breve, il messaggio direbbe che anche chi non ha votato al primo turno, può partecipare al ballottaggio chiedendo la registrazione e scrivendo o al coordinamento provinciale o in alternativa inviando la richiesta tramite il sito domenicavoto.it.

Questo ha fatto saltare i nervi dei candidati, che hanno pagine pubblicità esposto bersani renzi ballottaggio primarie pddeciso di agire contro il buon Renzi presentando l’esposto sopra citato.

Paolo Fontanelli, rappresentate di Bersani, ha spiegato che con questa azione il rottamatore avrebbe “violato tutte le regole del codice di comportamento che aveva sottoscritto e che vieta la pubblicità sui giornali”.

Dall’altro lato, Renzi spiega le sue motivazioni dicendo che: “significa semplicemente utilizzare gli strumenti della Rete. Mandando una email si chiede di poter votare e se votano più persone di domenica scorsa è un bene per tutti”.

C’è però da dire che i Principi regolamentari per le Primarie del PD parlano chiaro e, al punto 7, recitano così:

[…] “Ai fini della sobrietà della campagna elettorale e della riduzione dei costi della politica, è fatto divieto ai candidati e ai loro sostenitori di ricorrere a qualsiasi forma di pubblicità a pagamento, come, ad esempio, spot su radio, televisioni, giornali, internet, o affitto di spazi su cartelloni pubblicitari”.

Sembra quindi abbastanza chiaro che le pagine incriminate vanno contro tale principio.

A questo riguardo si è espresso anche Luigi Berlinguer, presidente del Comitato dei Garanti, spiegando che “le regole delle primarie non sono cambiate. La platea elettorale non può essere modificata se non per casi eccezionali”.

Continuando, Berlinguer ha poi aggiunto che c’è chi sta provando ad inquinare l’informazione e a disinformare, specificando che: “ai comitati stanno arrivando una serie di richieste di registrazioni, non singole ma seriali e questo inganna gli elettori e turba il sereno svolgimento del ballottaggio”.

Berlinguer termina poi ricordando che sono comunque previste delle deroghe, al secondo turno, per chi non ha potuto votare al primo, ma per ragioni indipendenti alla sua volontà. “Sono casi eccezionali ed individuali e le richieste di votare vanno motivate perché i comitati provinciali devono valutare la motivazione”.

Come andrà a finire? Certamente nelle prossime ore si scioglierà anche questo nodo nel batuffolo di lana del centrosinistra, ma intanto i pareri di illustri giornalisti ed opinionisti cominciano a fioccare. Ne è un esempio quello di Gad Lerner, che dal suo sito personale espone il suo punto di vista spiegando che l’esposto è un po’ un passo falso per Bersani & Co:

Ma come si fa a cadere così ingenuamente nel tranello? Ma come si fa a prendersela con una pagina di pubblicità sui giornali che invita lodevolmente alla partecipazione di massa al ballottaggio di domenica, senza alcuna indicazione sul candidato da votare?

Nella nota Lerner continua poi con un altro interrogativo: “i rappresentanti di Bersani, Puppato, Vendola e Tabacci non si sono accorti che, così facendo, implicitamente affermano che ogni elettore in più sarebbe di sicuro a vantaggio di Renzi? E sembrano auspicare un restringimento del corpo elettorale, anzichè un suo allargamento? Vera figuraccia e vero autogol. Mi dispiace”.

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