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Posti statali: grandi cambiamenti e tagli per 200 mila lavoratori

Sono grandi e sostanziosi i tagli che si prevedono intorno alla macchina dello Stato. Si parla di duecentomila lavoratori in meno, ma si tratta ancora di un numero approssimativo. Il taglio inciderà su oltre tre milioni di quadri, operai e impiegati e avrà una durata di almeno 3 anni.

L’ipotesi non è il licenziamento, ma l’esodo dei dipendenti over 57, quelli costretti ancora al lavoro a causa della riforma Fornero sul prolungamento dell’età pensionabile. Enrico Giovannini, ministro del lavoro, sta sondando il terreno, per valutare attentamente se e come portare avanti una simile operazione.

Ci sarà sicuramente chi protesterà per eventuali e ulteriori tagli agli stipendi, ma c’è anche chi vede in una manovra del genere un futuro di maggiore efficienza per la macchina statale. Il costo della prevista ricollocazione degli impiegati con più di 57 anni sarà pari a zero, in quanto gli esodi avverrebbero su base volontaria in cambio, colloquio di lavoroper loro, di una possibile ricollocazione nel sistema previdenziale pre-Fornero.

Il prossimo e delicatissimo passo, necessario per portare avanti qualsiasi tipo di riforma e cambiamento, è l’incontro con i sindacati, e successiva a questo, ma allo stesso modo fondamentale, sarà una completa revisione delle piante organiche anche in base alle possibili fuoriuscite.

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