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Paura del giudizio degli altri: suggerimenti pratici per superare questo timore

Spesso, durante il mio lavoro da terapeuta, mi ritrovo ad ascoltare persone che di fronte ad alcune loro personali decisioni o situazioni che le riguardano, ripetono “Chissà che penserà la gente di me, chissà cosa diranno, che figura faccio, non vorrei però devo…”, casi in cui l’attenzione verso il pensiero degli altri è di gran lunga superiore rispetto a se stessi.

Impariamo fin da bambini l’importanza che il giudizio positivo di persone a noi vicine, adulti significativi, mamma, papà, fratelli/sorelle, ha per nutrire la nostra autostima. Impariamo, però, che per ricevere il loro giudizio positivo dobbiamo in qualche modo rispondere alle loro aspettative, aspettative che nell’andare avanti degli anni diventano sempre più impegnative.

Succede così che per soddisfare il bisogno di approvazione da parte degli altri ed allontanare la paura di non essere benvoluti, mettiamo da parte il nostro vero essere a discapito del non rispetto della nostra volontà.

Vivere in funzione del giudizio altrui comporta la perdita della propria personalità, che, pur di non dispiacere gli altri, pur di ottenere consensi e per doversi continuamente uniformare, perde spontaneità; così aumenta la frustrazione, non siamo come vorremmo essere e viviamo con ansia.

Di seguito,  alcuni suggerimenti pratici che possono essere utili a chi vive questa problematica.

  • Impariamo a riconoscere i nostri bisogni ed a dar loro la giusta importanza; impariamo a scegliere ciò che vogliamo fare piuttosto che ciò che dobbiamo fare per compiacere gli altri. La nostra volontà è più importante di ciò che gli atri desiderano per noi; scegliamo per noi stessi e per la nostra felicità;
  • Impariamo a distinguere tra critiche manipolative, che hanno come scopo quello di creare imbarazzo e più in generale ansia e critiche invece costruttive che, anche se possono generare ansia, hanno come obiettivo il miglioramento. Una volta individuate le critiche manipolative, cerchiamo di tenerle a bada; di sicuro non si dissolveranno in un istante, ma pian piano si può provare a metterle in discussione.

  • Impariamo a dialogare con la nostra vocina interiore che spesso ci giudica in maniera troppo severa, ed aiutiamo a modificarla con suggerimenti che sono più vicini e congruenti al nostro vero modo di essere;

  • Impariamo ad essere gli unici giudici di noi stessi: possiamo decidere autonomamente facendo prevalere ciò che in quel momento è giusto per noi stessi, ciò che è in linea con i nostri valori, che contribuisce al nostro star bene.

Nei casi in cui, il timore degli altri, influisce nella paura giudizio degli altri insicurezzaqualità della vita, limitando le attività quotidiane, si rende necessario una psicoterapia nella quale individuare e affrontare i pensieri disfunzionali, scoprire capacità assopite e apprendere nuove abilità per superare le difficoltà temute.

Concludo con una frase di Charlie Chaplin che a me piace molto e che racchiude il senso dell’argomento trattato:

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi…”

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