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Paralizzato dalla vita in giù: la moglie chiede risarcimento per danno sessuale

La sanità italiana è sicuramente un ambito molto precario del nostro paese, come molti altri, ma è qui che gli errori si pagano maggiormente. Si parla qui infatti di mala sanità e di risarcimenti che i medici negligenti devono sborsare ai pazienti malcapitati.

È successo a Trieste, dove per un errore medico un uomo è rimasto su una sedia a rotelle e sessualmente impotente. I giudici interpellati hanno deciso di risarcire anche la moglie. A luglio 2006 l’uomo di 67 anni è arrivato all’Ospedale di Tolmezzo con forti dolori alla schiena. Poiché una vera e propria diagnosi tardava ad arrivare, è stato curato inizialmente con antidolorifici. Ma i controlli successivi hanno accertato che la vera causa del dolore era cosa ben più grave.

Si chiama cauda equina ed è una patologia che interessa il midollo spinale. Inutile l’intervento d’urgenza che ha costretto il paziente su una sedia a rotelle con danni permanenti alle gambe a all’apparato urogenitale. Per quest’ultimo motivo, anche la moglie dell’interessato ha richiesto un risarcimento per procurato danno sessuale.

E sono stati entrambi accontentati: il Tribunale di Tolmezzo (Udine) ha condannato l’Azienda sanitaria “Alto Friuli” a risarcire l’uomo per il danno subito, dovuto alla mancata diagnosi, e la moglie per il danno sessuale.

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