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Oscar 2012: tra nomination, speranze, favoriti e fascino

Si avvicina la grande notte, da qualche giorno ormai si cerca di dormire di più perché  la cerimonia di domenica sera promette di durare fino alle 6 del mattino, ora italiana. Si cerca di trovare una buona compagnia di cinefagi con cui passare la notte, possibilmente su sedie scomode per scoraggiare il sonno, ma soprattutto si fanno pronostici. Gli ultimi giorni sono infatti i più caldi tra i bookmakers che puntano, scommettono, calcolano e bilanciano.

Dal giorno delle nomination ad oggi qualcosa è cambiato, o meglio qualcosa in più è stato visto, e possiamo dire che i nominati di quest’anno hanno davvero qualità da vendere. Personalmente mi mancano all’appello Molto Forte e Incredibilmente Vicino trai candidati a miglior film e le performance di Demián Bichir per A better life e ovviamente quella di Max Von Sydow candidato come miglior non protagonista per Molto Forte e Incredibilmente Vicino, quindi non ho una panoramica completa, ma non ci vuole molto a capire che quest’anno le statuette saranno al centro di un vero e proprio ring sul quale si batteranno film e attori davvero fortunati per lo scorso 2011.

C’è però da fare una premessa: gli Oscar stanno diventando sempre più una operazione mediatica, che segue regole politiche e spesso leggi oscure ai più. In pratica non sempre vengono nominati i migliori, e qualche volta le nomination vanno ad un intero anno di carriera, oppure arrivano a riparare un torto subito l’anno prima. E’ successo diverse volte negli anni e quest’anno potrebbe succedere con Michelle Williams, alle sua terza nomination senza alcuna vittoria. La gara è aperta perché mentre la Streep sta continuando a raccogliere premi per la sua Iron Lady, gli Oscar sono decisamente più politically correct e potrebbero finalmente premiare la 6 volte nominata Glenn Close. Di contro però, Viola Davis e Rooney Mara, diversissime per tipo di performance e per tipo di film al quale hanno partecipato, hanno da dire ugualmente la loro poiché sono senza dubbio due delle migliori attrici viste negli ultimi anni, in ruoli tanto diversi quanto complessi. Lo stesso discorso vale per i begli attori protagonisti, poiché se Clooney è il più amato del pianeta, Dujardin ha fatto incetta di premi, è francese, è affascinante e probabilmente vincerà insieme al suo film, assolutamente il favorito a portarsi a casa la prestigiosa statuetta per il miglior film.

Sarebbe il primo film in bianco e nero a vincere l’Oscar dal 1993 quando il premio andò a Schindler’s List. Non sottovalutiamo però neanche il misterioso, qui da noi, Molto Forte e Incredibilmente Vicino, film che partendo dall’attentato alle Torri Gemelle racconta la storia di un ragazzino dagli occhi azzurri. Che l’America voglia celebrare il decennio trascorso da quel tragico giorno a New York premiando un film che ne racconta la sofferenza e la perdita? Sarebbe una mossa plausibile quanto apprezzata da tutti gli americani, ma intanto si fa strada anche Scorsese, con il suo Hugo e Woody Allen per Midnight in Paris pare non avere nessun rivale per quanto riguarda la migliore sceneggiatura. Poi c’è la lotta trai registi che probabilmente finirà con la vittoria del francese Michel Hazanavicius per The Artist (ancora) anche se non si esclude a sorpresa un riconoscimento dovuto e meritato per Terrence Malick, che con The Tree of Life ha rivoluzionato gli schemi narrativi del cinema, solo che il cinema non se n’è ancora accorto. Quelli che resteranno probabilmente a bocca asciutta sono Spielberg con War Horse e forse Brad Pitt che interpreta e produce L’arte di vincere, ma anche questa non è detta, considerando il già citato meccanismo da Oscar del risarcimento.

Resta molto difficile fare pronostici realistici, anche perché quelli più vicini alla realtà spesso non ci piacciono dal momento che ognuno di noi vuole un proprio altarino di premiati da venerare. Personalmente, se mi venisse chiesto, darei un Oscar a Jessica Chastain per il suo ruolo in The Tree of Life, anche se l’attrice è stata candidata come miglior non protagonista in The Help, premierei finalmente quel genio di Malick, per la regia e il film (sempre The Tree of Life), darei un’altra statuetta a Tilda Swinton per …E ora parliamo di Kevin, ma non è stata nemmeno nominata… premierei tutto il cast di The Help, Jean Dujardin e entrambi i fuoriquota di quest’anno ovvero Christopher Plummer e Max Von Sydow, entrambi 82 anni ed entrambi pietre miliari del cinema di sempre (il primo è stato il Capitano Von Trapp in Tutti insieme Appassionatamente, il secondo Padre Merrin ne L’Esorcista), premierei Jonah Hill e Octavia Spencer e tanti altri ancora. Tuttavia non si può avere tutto e così l’unica cosa che si può fare è recuperare ora di sonno, fare scorte di patatine, dolci e altri generi di conforto e sperare in una bella cerimonia.

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