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Obama: arrivano anche i voti di Chrysler grazie a Marchionne

Mentre negli Stati chiave iniziano a posizionarsi nei seggi le squadre di legali, pronti a contestare ogni voto “incerto” che possa spostare l’equilibrio (almeno apparente sinora) a vantaggio di uno dei due candidati. Nel frattempo dalle fabbriche Chrysler arriva una mossa a sorpresa di Marchionne, grande sostenitore di Obama.

Infatti, tutti gli operai delle fabbriche oggi avranno giornata libera per andare a votare. Chi voteranno? Troppo facile immaginarlo, visto che Obama in questi due anni ha operato in maniera decisa per salvare l’industria dell’auto. Un aiuto in atteso che arriva forse per rispondere ai tanti attacchi che Romney ha riservato allo “straniero” Marchionne, che secondo il candidato repubblicano vorrebbe delocalizzare la produzione in Cina, provocando l’annullamento del sistema auto americano.

Così mentre in Italia Marchionne mostra il pugno di ferro, in America sembra che la filosofia sia ben diversa, anche perché li i sindacati sono una cosa seria e difficilmente si “sparano” contro.

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