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Nobel per la pace: sono tre donne a vincere il premio!

Oggi ad Oslo sono stati assegnati i premi Nobel per la pace. Li hanno vinti tre donne: la presidente della Liberia Ellen Johnsonn Sirleaf, Leymah Gbowee, anche lei liberiana, che lanciò una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e l’attivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman.

Ellen Johnson SirleafEllen Johnson Sirleaf, 72 anni, è la prima donna eletta alla guida della Liberia ed è considerata il «simbolo della nuova Africa» ed è diventata presidente dopo 14 anni di guerra civile.

La sua premiazione potrebbe suscitare polemiche a causa del suo appoggio, nel 1990, ad una ribellione sanguinaria contro il presidente Doe, dal cui regime era stata condannata a 10 anni di carcere. Ma venne rilasciata e costretta ad espatriare negli Stati Uniti, dove assunse posizioni rilevanti in istituti di credito e nella Banca Mondiale, luoghi in cui spesso si prendono decisioni che poi portano, purtroppo, a scontri e conflitti tra stati e comunità.

Leymah Gbowee, 39 anni, anch’essa liberiana, è una militante pacifista non violenta che ha contribuito attivamente alla fine delle guerre civili che hanno distrutto il suo Paese fino al 2003.

La Gbowee, nota anche come la “guerriera della pace”, ha da poco pubblicato la sua autobiografia, «Mighty Be Our Powers: How Sisterhood, Prayer, and Sex Changed a Nation at War» («La forza dei nostri poteri: come le comunità di donne, la preghier e il sesso hanno cambiato una nazione in guerra»). Tra le iniziative più note dell’attivista si ricorda lo “sciopero del sesso”, un’iniziativa che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative per la pace.

Tawakkol Karman, 32 anni, è un’attivista yemenita per i diritti umani, molto coraggiosa e con già tre figli a carico.

E’ giornalista e fondatrice dell’associazione «Giornaliste senza catene», milita nel partito islamico e conservatore Al Islah, primo gruppo di opposizione. Lo scorso gennaio è stata arrestata dalle autorità yemenite, che sono state costrette poco dopo a rilasciarla sotto la pressione delle manifestazioni in suo sostegno, che hanno portato in strada migliaia di persone.

Secondo il comitato per il Nobel, questi premi rappresentano un riconoscimento al maggior peso del ruolo delle donne, in particolar modo nei Paesi in Via di Sviluppo, e vuole essere di buon auspicio per la fine dell’oppressione delle donne e dei loro diritti, che ancora esiste in molti Paesi. Come ha dichiarato il presidente del comitato, Thorbjoern Jagland, il premio è stato assegnato “per la loro lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace“.

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    MG
    9 ottobre 2011 Reply

    Grandi sofferenze, grandi sfide e immenso coraggio: queste sono donne grandissime, e il Nobel è più che meritato. Sono queste le vere donne.

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