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Napoli, Città della Scienza: per Luigi De Magistris la città è sotto attacco!

C’è un bellissimo momento ne Il Ritorno del Re, film fantasy del 2003, in cui l’accendersi di un fuoco di segnalazione da origine a questa frase: “La speranza divampa!”.

La vita purtroppo, però, non è un film fantasy e spesso nella realtà il fuoco indica distruzione, esattamente quello che ha significato per la Città della Scienza a Napoli, dove la speranza invece sembra svanita, appesa ad un filo sempre più sottile che forze oscure vogliono recidere per sempre.

E’ stato un gioco di camorra a ridurre in cenere un baluardo di cultura e divertimento dedicato ai ragazzi, ma nel quale anche gli adulti trovavano un mondo di curiosità, di bellezza e di storie da imparare e raccontare. Lì dove gli antichi romani avevano realizzato un riparato approdo turistico e commerciale era stato costruito un museo, adesso distrutto da un raid via mare che con impeccabile e maligna professionalità ha raggiunto lo scopo desiderato, al fine di favorire probabilmente loschi affari di bonifiche, appalti e ricostruzioni infestate dalla lunga ombra della camorra.

I rilievi immediati hanno stabilito che l’incendio è partito dall’interno, un’operazione a regola d’arte che ha consentito al fuoco di divampare “alla perfezione” distruggendo ogni cosa nelle mura della Città.

La reazione del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris è stata immediata e “social”; via Twitter l’ex magistrato ha cinguettato: “la città è sotto attacco, ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili. Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della scienza”.

Lacrime forse retoriche per i bambini, ma reali ncendio Città della Scienzae salate per quei 160 dipendenti che in una notte, in poche ore, hanno visto andare letteralmente in cenere il loro posto di lavoro, una siepe di occhi che alle prime luci dell’alba guarda incredula quello che è successo. C’è chi ipotizza una ricostruzione grazie ai proventi dei beni confiscati alla camorra, ma anche la commissione europea, a fronte di un tale disastro, è intervenuta dicendosi pronta a cofinanziare la ricostruzione dell’attività, così come ha dichiarato Johannes Hahn, commissario per le politiche regionali, che ha anche espresso il profondo dolore per l’accaduto.

Hahn ha tenuto a sottolineare che modi e tempi di ricostruzione dipendono dalla regione Campania e dal comune di Napoli, ma “data l’importanza del luogo, la commissione è pronta a valutare il cofinanziamento del progetto”. Intanto, però, la Città della Scienza non è ancora completamente in cenere; dal suo profilo Facebook è già partita una raccolta fondi, mirata alla ricostruzione.

Questo il post comparso sulla bacheca: “Per contribuire alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza – questo è l’unico conto corrente dove esprimere il vostro sostegno – grazie di cuore”.

Immediate le reazioni sul popolare social: c’è chi è pronto a donare anche poco, chi invece si rifiuta di “finanziare la camorra”, chi ancora accusa Napoli tutta dello scempio che giorno dopo giorno la camorra fa della città. L’ignoranza, che sia di chi non conosce o di chi sottostà inconsapevole (o meno) ad un regime di terrorismo, dovrebbe essere la prima cosa da estirpare, quella ignoranza che ogni giorno la Città della Scienza di Napoli contribuiva a dissipare, un po’ per volta.

C’è chi, come chi scrive, ha imparato le magie dell’elettrostatica o della prospettiva o anche delle illusioni ottiche grazie ai prodigi custoditi all’interno di quelle mura. Adesso moltissime persone non potranno più farlo. L’augurio che possiamo fare e che insieme alla malta e ai mattoni, la nuova Città della Scienza verrà costruita anche con la rabbia, l’indignazione e la ferma volontà di protegge ciò che di bello e giusto esiste per il bene comune.

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