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Mutilazione genitali femminili: ONU approva la messa al bando della pratica

Un altro momento storico è appena avvenuto, uno di quei momenti che segnano un cambiamento atteso da tanto tempo, soprattutto dalle donne che hanno sempre lottato per i loro diritti, e finalmente attuato: l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.

Si è seguito oggi in diretta, dalla sede romana del Partito Radicale, dove ha presenziato il vicepresidente del Senato e fondatrice di “Non c’e’ pace senza giustizia” Emma Bonino, il voto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, sul testo sulla mutilazione femminile, presentato dal gruppo dei paesi africani, con il sostegno dell’Italia.

La risoluzione, che non è legalmente vincolante, esorta i 93 Stati membri dell’ONU a prendere tutte le misure necessarie, anche mutilazione genitale femminilelegislative, per proibire tale pratica, a cui sono state sottoposte circa 140milioni di donne in tutto il mondo; ma anche, in aggiunta a ciò, a promuovere una campagna sociale ed educativa che aiuti a favorirne l’abbandono.

L’ambasciatore Der Kogda, rappresentante permanente del Burkina Faso al Palazzo di Vetro, ha dichiarato che questo “E’ un messaggio di speranza per milioni di bambine e ragazze“.

La notizia, nel momento della comunicazione dell’esito del voto dell’ONU, è stata accolta a Roma, dov’era presente anche Marco Pannella, da un lungo applauso e anche un po’ di commozione. “E’ il coronamento di una lotta durata dieci anni, ma c’è ancora molto da fare”, ha dichiarato Moushira Khattab, ex ministro egiziano per la Famiglia e la Popolazione, intervenuto in collegamento dal Cairo.

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