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Musica ad alto volume? Nessun danno permanente alle vostre orecchie

La scorsa settimana sei stato ad un concerto rock e ti sei divertito alla grande? Ma le tue orecchie come stanno? Mentre la perdita momentanea dell’udito, causata da un rumore forte, può essere sconcertante, potrebbe non essere il segno automatico di un danno permanente.

Uno studio, pubblicato lunedì, in Proceedings of the National Academy of Sciences, suggerisce che la perdita temporanea dell’udito potrebbe, effettivamente, essere un modo delle nostre orecchie di proteggere loro stesse da un danno permanente.

Un team internazionale di ricercatori riporta che, nel corso degli esperimenti, quando i topi sono esposti ad un rumore alto, le loro orecchie rilasciano una sostanza chimica, che causa una riduzione temporanea nella sensibilità uditiva (determinata dal monitoraggio dei segnali elettrici nel cervello). Come negli uomini, questo cambiamento della sensibilità può durare più di 24 ore, lo afferma Gary Housley, presidente di fisiologia all’Università australiana di New South Wales e autore dello studio.

Ma i topi selezionati, che difettano del recettore per questa sostanza chimica, non mostrano alcun cambiamento nella sensibilità, come reazione al rumore forte. Housley afferma: “è davvero notevole che ore di suono ad un livello abbastanza alto, non abbia avuto nessun effetto nell’udito”.

Housley afferma che nel passato, “il cambiamento della sensibilità uditiva era considerato come un segno di risposta transitoria e dannosa al rumore. Infatti questo può essere inteso, realmente, come adattamento”.

E anche se questo studio è stato sperimentato con ragazza ascolta musica danni orecchiei topi, Housley afferma che è importante, anche,  per la salute degli uomini. Egli puntualizza, in un recente studio, che membri di due famiglie cinesi con una mutazione del gene che cifra lo stesso recettore chimico, hanno manifestato una progressiva perdita di udito nel tempo.

Jochen Schacht, direttore dell’istituto di ricerca Kresge Hearing, dell’università del Michigan, ad Ann Arbor dichiara che gli scienziati sono consapevoli dell’effetto protettivo della perdita temporanea di udito: “se si sente un rumore di bassa intesità, puoi proteggere l’udito, contro il rumore di alta intensità. Questa è una storia che è andata avanti per tanto tempo”.

Schacht, che non ha partecipato alla ricerca, afferma che il vero significato di questo studio è la conferma di un meccanismo biochimico, che protegga, naturalmente,  l’udito da danni permanenti.

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