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Muse a Roma, Bellamy rivela: pagate tangenti per fuochi d’artificio

Come tutti i fan dei Muse già sapranno, lo scorso 6 luglio si è tenuto a Roma uno dei tre concerti italiani dei Muse, la celebre band britannica che da più di dieci anni riscuote un enorme successo nel mondo intero. A distanza di qualche settimana dall’evento il frontman della band rivela che sono state pagate delle tangenti per i fuochi di artificio.

I più fortunati tra i fan italiani dei Muse, negli ultimi trenta giorni hanno avuto la fortuna di ascoltare l’amatissima band all’interno di uno dei due Stadi Olimpici, o quello di Torino, dove si sono tenute due date, o quello di Roma, dove si è tenuta una sola data il 6 luglio.

Muse RomaProprio su quest’ultimo evento Matthew Bellamy ha fatto delle rivelazioni che hanno scioccato alcuni lettori, mentre non hanno minimamente stupito altri; il frontman ha dichiarato:

“A Roma, abbiamo dovuto corrompere delle persone pagandole migliaia di euro solo perché potessimo usare i fuochi d’artificio […] Abbiamo commercialisti e avvocati che discutono ogni volta con amministratori locali, polizia e promoter. A Roma abbiamo dovuto chiamare anche l’Ambasciata Britannica per poter parlare con qualche funzionario e risolvere i problemi”

A rispondere alle affermazioni di Matt, che hanno riscosso anche delle critiche per la decisione di pagare la tangente al posto di denunciare l’accaduto, è intervenuto il promoter italiano Vivo Concerti, che ha negato il pagamento delle tangenti affermando che la licenza è stata concessa dalle autorità competenti dopo le opportune verifiche.

 

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