close

Movimento indignati the week after

A una settimana dalla grande manifestazione degli indignati, a che punto sono i giovani del dissenso? Cosa fanno? Come si sono organizzati? Che vesti indossano le loro proteste? Sarebbe bello poter offrire in poche righe un quadro se non dettagliato almeno generale di come e quanto stanno proseguendo tutte le contestazioni che sabato scorso hanno visto coinvolte 951 città in 82 paesi del mondo. Sarebbe bellissimo perché ci trasmetterebbe tutta insieme quell’ondata di cambiamento, di aria fresca di cui abbiamo tanto bisogno. Ma possiamo immaginarla e da lì trarre la nostra forza. Per farlo ci può venire in aiuto il database pubblicato nel Datablog di The Guardian dove viene segnalato il numero stimato di indignati per città e se la protesta in quel determinato luogo dura da più di un giorno. Nello stesso link troviamo una mappa interattiva satellitare che ci fornisce le stesse informazioni. Per soccorrere ulteriormente la nostra immaginazione ho scelto di posare la mia lente di ingrandimento su tre zone del pianeta per vedere cosa sta accadendo lì.

RomIndignati spagnolia: tra la miriade di notizie che trattano dei violenti atti romani di sabato scorso, affiora timida la presenza degli accampati di Piazza Santa Croce di Gerusalemme. Oggi sono circa 70 gli indignati che a partire dal 15 ottobre hanno cominciato ad occupare la piazza, organizzandosi con protezioni per la pioggia, cucina e raccolta differenziata. Mangiano quello che viene loro donato oppure acquistato dai piccoli produttori. Nella prima comunicazione ufficiale degli occupanti si legge: “La Piazza Accampata è nata dall’esigenza di quelle persone che il 15 ottobre si sono rifiutate di farsi rubare quella manifestazione dai poteri che l’hanno voluta boicottare”. Sono divisi in commissioni gli indignati “romani”: la non violenta, la acampada, quella per il teatro, economica e spirituale. Alcune fra queste stanno progettando filtri per l’acqua, generatori eolici e un orto urbano. Timida ma tenace la presenza degli accampati di Piazza Santa Croce.

Londra: con più di 150 tende, destinate ad aumentare giorno dopo giorno, i ragazzi di Occupy the London Stock Exchange da sabato scorso popolano l’area davanti a St Paul’s Cathedral. La mattina la dedicano a pulire la piazza mentre il pomeriggio è il momento dell’assemblea generale e del dibattito. I temi trattati? Ogni giorno diversi: si va dalle politiche militari al capitalismo. Mangiano grazie a donazioni e comunicano con il resto del mondo dalle postazioni Internet che hanno sistemato in un Media Centre adibito per l’occasione. Ad Alberto Giuffrè, giornalista di Sky tg24, che chiede fino a quando hanno intenzione di rimanere, uno di loro risponde: “Non ce ne andremo, vogliamo solo far conoscere a tutti le nostre idee, vogliamo invitare i cittadini a partecipare insieme a noi”. “Capitalism is crisis”, questo il loro slogan più sentito.

Madrid: un gruppo di indignati madrileni da sabato scorso occupa l’hotel Madrid in via Carretas, vicino alla Puerta del Sol. Attraverso lavori di manutenzione e pulizie i giovani stanno rendendo l’edificio, in disuso da molto tempo, un luogo di accoglienza per le famiglie che sono state allontanate dalle proprie abitazioni per il mancato pagamento delle ipoteche immobiliari.

Sono la voce del cambiamento gli indignados. Sono un esempio. Sono determinati gli indignados. Parlano anche a nome nostro, a nome di chi non ce la fa più a sopportare, a sentirsi impotente e imbrigliato ma vuole volare alto. Di chi vuole poter scegliere un proprio progetto di vita. Per arrivare a ciò, ce lo stanno urlando gli indignati, è necessario partecipare: “La libertà non è star sopra un albero / non è neanche il volo di un moscone / la libertà non è uno spazio libero / libertà è partecipazione”. Giorgio Gaber ce lo aveva già ricordato.

 

Tag:, , ,

No Comments

Leave a reply

Post your comment
Enter your name
Your e-mail address

Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi