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Mondo del lavoro: mostrati e ti dirò chi sei. Catalogazione semi-seria dei profili

Ho letto questa mattina un articolo sul sito del Corriere dal titolo Sei bella? Un’altra donna non ti assumerà. Questo sembra accadere per il fatto che alla Selezione del Personale ci siano soprattutto donne, le quali tenderebbero a scartare le candidate troppo carine o addirittura belle per una questione di gelosia femminile; in poche parole eliminano le potenziali rivali.

profili professionaliOra… entrare nel mondo del lavoro è un’impresa improba, non solo per la scarsità della domanda, o per lo spread che tiene l’Italia attaccata alla canna del gas; non solo per la scarsa formazione, non solo per poca competitività delle aziende, non solo per mille motivi oggettivi, ma anche e soprattutto per come è fatto il nostro corpo, cioè, per il nostro aspetto esteriore.

Prendo spunto proprio da questo argomento per fare una catalogazione semi-seria dei profili utili nel mondo del lavoro. Vi prego di prendere le cose che scriverò come una sorta di gioco e spero che nessuna di voi possa sentirsi offesa o ferita. In fondo, anche una certa dose di ironia e di auto-ironia non guasta, per renderci conto delle cose che non funzionano e che andrebbero cambiate.

Allora… la questione è:

se sei brutta ma intelligente e con un buonissimo curriculum forse hai qualche speranza di essere assunta per un lavoro impiegatizio in un ufficio chiuso, non a contatto con il pubblico.

Se sei brutta e con una espressione ebete al massimo vai bene per fare le pulizie in una cooperativa. Se sei brutta ma vesti di marca appari stonata e nessuno ti capisce e quindi nessuno ti prende.

Se sei mediamente carina, sei nella media e potresti anche interessare, ma occorre vedere la combinazione con altri elementi. Per esempio, se sei mediamente carina e mediamente intelligente, forse sei la candidata perfetta per un lavoro di segreteria.

Se sei mediamente carina, ma poco intelligente, un po’ ochetta per intenderci, allora vai bene per fare la commessa.

Se sei mediamente carina e con un buonissimo curriculum vitae allora potresti aspirare a una carriera brillante in qualche multinazionale, ovviamente se conosci almeno due lingue straniere; e per conoscere bene si intende che tu le sappia parlare e scrivere in modo fluente.

Se sei bella ma poco perspicace vai bene per fare televisione.

Se sei bella e mediamente intelligente (ma anche solo mediamente carina) vai bene per le pubbliche relazioni, organizzazioni eventi e cose del genere.

Se sei bella e intelligente non hai speranza, dovrai scegliere se puntare sulla bellezza o sull’intelligenza.

Questa che ho fatto è una serie di combinazioni tenendo conto di “corpo e cervello”… e se provassimo a inserire la variabile età, cosa ne verrebbe fuori? Uhm… certo che qui le combinazioni si moltiplicano in modo esponenziale.

Infatti…

Se sei brutta, intelligente e giovane è diverso da essere brutta, intelligente e “stagionata”.

Così come è diverso essere brutta stupida giovane o brutta stupida vecchia.

E ancora: se sei carina, intelligente e giovane o carina, intelligente e cinquantenne… beh forse in questo caso le “vecchie” batterebbero le “giovani”… ma è l’unico caso, credo, nelle possibili combinazioni. Perché, comunque, al di là delle combinazioni bellezza intelligenza, la giovinezza ha sempre la meglio sulla “maturità”, diciamo così.

Ovviamente ho solo considerato l’insieme “donne”, perché se inserissimo anche la variabile genere, le combinazioni diventerebbero incalcolabili a mano.

Provate solo a pensare… tra una donna giovane (diciamo 30 anni), mediamente carina, mediamente intelligente e un uomo adulto (diciamo 40 anni), brutto ma intelligente… chi prenderà il selezionatore o, presumibilmente la selezionatrice? E se anche l’uomo fosse bello? O se entrambi fossero brutti? O se entrambi fossero belli ma stupidi? E se invece fosse l’uomo ad essere giovane e la donna “matura”, con una intelligenza di pari livello, chi verrebbe preso?… Capite che non se ne esce.

Ma voi direte “dipende dal tipo di lavoro. Ambè certo… ogni persona ha il suo posto e ogni posto ha la sua persona.

Certo, ci sono caratteristiche standard e tutto deve poter essere racchiuso in una tabella Excel o in un grafico. Poi, ormai, gli studi sociali, inclusi quelli di psicologia sociale, sono arrivati a livelli molto alti… ognuno di noi può essere perfettamente “inquadrato” in base al profilo: età, sesso, provenienza, livello di studi, ateneo di provenienza, conoscenza delle lingue straniere, presenza sui social network,  aspetto fisico, orientamento sessuale, orientamento politico, orientamento religioso, ecc.

Certo, è vero il principio per cui “facciamo ciò che siamo e siamo ciò che facciamo”, verissimo, non metto in dubbio che ci sia una relazione stretta tra l’essere e l’agire… ed è vero anche il principio per cui “volere è potere e se non puoi è perché non vuoi”.

Ma come mai in questo schema sento qualcosa che non funziona? Come mai ho la netta sensazione che si sia persa di vista la persona nella sua integrità e complessità?

Forse perché è proprio così… perché occorre tempo per conoscere una persona, molto più tempo di quanto riservi un colloquio o un foglio o due di c.v…. ma, purtroppo, la persona non interessa molto se non nella misura della sua utilità e del suo profilo.

In definitiva, ciò che interessa è il profilo. Servono profili… possibilmente ad alto profilo morale.

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