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Miccoli pentito e in lacrime: chiedo scusa alla città di Palermo

Bufera su Fabrizio Miccoli, l’attaccante del Palermo (in scadenza) e che oggi compie 34 anni. Un compleanno che difficilmente dimenticherà dal momento che arriva all’indomani di 5 ore sotto torchio della Procura di Palermo, dove è stato chiamato per rispondere alle accuse di estorsione e accesso abusivo a sistema informatico.

Miccoli_PalermoA dare il via ai sospetti sono state le intercettazioni nelle quali l’attaccante parlava di Falcone in termini offensivi (ha definito il magistrato ucciso dalla mafia “fango”). Una persona nuova è quella che si è presentata davanti ai microfoni per la conferenza stampa post interrogatorio, almeno così confessa Fabrizio, visibilmente provato e commosso per la bufera che lo ha travolto, ma allo stesso tempo sereno, dice lui, perché ha detto tutto ciò che aveva da dire e adesso vuole pensare alla famiglia e ai figli, facendo il suo lavoro e onorando il modo in cui i suoi genitori lo hanno cresciuto “in un contesto di valori”.

Ci sono foto di Miccoli con figli di boss palermitani, ma il calciatore nega tutto, dicendo che in sei anni al Palermo ha frequentato poco la vita mondana, dedicandosi molto invece al calcio. Per quello che invece riguarda l’offesa verbale alla memoria del magistrato simbolo di coraggio e giustizia a Palermo e in tutta Italia, Miccoli ha chiesto scusa alla città e ha affermato la sua stima per la figura di Giovanni, stima e riconoscenza che ha dimostrato, nelle sue parole, anche partecipando in maniera molto sentita alla partita di beneficenza organizzata per il ventennale della morte di Falcone e Borsellino. “Chiedo scusa a Palermo, alla mia famiglia, per tutto quello che ho fatto.

Questo l’ultimo messaggio di un uomo che sembra fortemente provato dalla vicenda che sta attraversando, che potrebbe segnarlo per sempre ma che potrebbe anche, dopo quello che è sembrato il peggio, essere un nuovo inizio per la vita e la carriera di Fabrizio Miccoli.

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