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Matteo Renzi chiude la Leopolda con lo sguardo già a Palazzo Chigi

Matteo Renzi chiude la Leopolda 2013 con la vittoria alle primarie del Partito Democratico dell’8 dicembre già in tasca e detta in parte l’agenda di Governo: parlando di legge elettorale, giustizia ed economia. Il Sindaco di Firenze ha già nel mirino lo studio di Palazzo Chigi di Enrico Letta?

Leopolda_Matteo_Renzi_FirenzePer la prima volta alla Leopolda, evento creato e realizzato da e per Matteo Renzi per la prima volta arriva il segretario del Partito Democratico, un segnale chiaro quello che dà Guglielmo Epifani e con lui l’entourage direttivo del PD, Matteo Renzi è presente e futuro dei democratici, ormai tutti (anche i più scettici) si sono arresti a questa prospettiva, troppo forte è la percezione che il Sindaco di Firenze abbia saputo far breccia nel Paese conquistando un ampio consenso elettorale da cui restano escluse solo le ali “estreme” di sinistra e destra.

Renzi prima di parlare come leader del proprio partito continua a parlare da Candidato Presidente del Consiglio in pectore, detta l’agenda di Governo: e non si capisce bene se di un suo Governo futuro o di quello attuale di cui ben presto diventerà azionista di maggioranza, una volta vinte le primarie e conquistata la poltrona di segretario del Partito Democratico.

Vuole una legge elettorale come quella dei sindaci e che non si ripetano più Governi di larghe intese; parla di una riforma della Giustizia ormai necessaria, che non può essere ad personam come vorrebbe qualcuno, ma che deve comunque essere fatta perché il sistema italiano è ormai al collasso. Parla di quanto sia importante vincere, non mettendo le bandiere del PD ma conquistando i voti di quelli che non hanno mai votato PD, oppure, non vorrebbero rivotarlo.

E poi, parlando della sua corsa alla segreteria che ormai danno tutti per cosa acquisita, ricorda quanto successo nella Coppa America: “occhio alla sindrome New Zealand che stava avanti 8-1 e ha perso 9-8. Occhio a chi pensa di avere già vinto“. Ce n’è per tutti e così se da una parte aumenta l’entusiasmo dei suoi sostenitori, dall’altra l’ala dei giovani turchi ora divenuti sostenitori di Cuperlo punta il dito e accusa Matteo Renzi di fare il populista e di non dire come vorrebbe il Partito Democratico. Ci attende un mese intenso, perché all’interno del PD lo scontro potrebbe acuirsi da un momento all’altro e dall’altra parte della barricata non è che ci sia poi tutta questa calma.

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