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Manifesto shock di un parroco su femminicidio: Telefono Rosa interviene

E se da una parte c’è chi lotta contro il femminicidio che, fino ad ora, dall’inizio del 2012, ha mietuto più di 15o vittime, dall’altra c’è chi, al posto di tutelare le donne dalla minaccia di quello che è un fenomeno che dilaga sempre più, attribuisce loro la colpa; cosa che diventa ancora più scioccante nel momento in cui si apprende che questo qualcuno è un parroco!

E’ successo a Lerici, un paesino nella provincia di La Spezia: un parroco, Don Piero Corsi, ha affisso davanti alla porta della chiesa di San Terenzio di Lerici un manifesto shock in cui viene attribuita la colpa del femminicidio alle donne che provocano.

Il testo affisso riprende la lettera pastorale “Muliers dignitates” e, reinterpretandola, accusa le donne di essersi allontanate dalle virtù familiari. Sul volantino si legge: “Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?” e ancora “Donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare”.

Volantino shock femminicidioIl manifesto, che sostanzialmente accusa le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia, ha da subito sconvolto l’intera parrocchia di Lerici, ma non è passata inosservata nemmeno al Telefono Rosa, soprattutto visto che è ancora affisso sulla chiesa.

Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell’associazione, si è, infatti, scagliata contro l’iniziativa appellandosi sia al premier uscente, Mario Monti, sia al Papa, affermando “Chiediamo alle massime autorità civili e religiose che si attivino perché venga immediatamente rimosso il manifesto affisso dal parroco e che riteniamo una gravissima offesa alla dignità delle donne”; aggiungendo poi “Noi di Telefono Rosa riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse. Chiediamo che sia lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti intervenga attraverso i ministri competenti. Ma la richiesta è diretta anche a Papa Benedetto XVI e al vescovo della Spezia. In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile”.

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    Viviana Crusco
    28 dicembre 2012 Reply

    Non ci sono parole!

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