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Mani pulite atto II – Sarà la volta buona per ripulire l’Italia?

Elezioni anticipate, monetine, tangenti, corrotti, debiti… leggendo questi ingredienti per chi ha poco più di 30 anni la mente non può che tornare agli anni ’90; a Craxi, alle tangenti di Mani Puliti e ai soldi di Mario Chiesa buttati nel water del bagno per cancellare le prove, al pool di Milano, alla Guardia di Finanza che arresta politici, imprenditori, manager… la qualunque.

Monte_Paschi_SienaOggi lo scenario è lo stesso, immutato nel tempo, ancora banche e imprese che pagano tangenti per condurre operazioni scriteriate, politici che utilizzano soldi pubblici per “favorire” gli amici, giudici che convocano presidenti di CDA da Monte dei Paschi a Finmeccanica, passando per ENI (SAIPEM); Formigoni che riceve un avviso di garanzia in Lombardia e Fitto che viene condannato in Puglia. Per non dimenticare altri roboanti casi tra Lazio, Molise e Sicilia. Una nuova ondata di giustizialismo? No, non ci crediamo.

Semplicemente la situazione dell’Italia è insostenibile, le istituzioni e le aziende sono ormai incancrenite da caste e corruzione a tutti i livelli: se in capo alle aziende c’è si può permettere di farsi trovare con ben 30 milioni di euro in contanti (avete idea di che dimensioni abbiano 30 milioni di euro in banconote?!), ai margini delle stesse e della politica c’è chi si vende e si compra per molto meno… Come dimostra la vicenda dei voti comprati dalla ‘Ndrangheta in Lombardia per poco più di 20 euro.

Il Paese sembra ormai al collasso, le tensioni sociali sono alle stelle, con migliaia e migliaia di lavoratori alle prese con cassa integrazione e rotazioni, mantenere questa infrastruttura infetta non è più possibile, pena una rivoluzione. Ma in Italia si sa rivoluzioni non ce ne sono mai state, e forse mai ce ne saranno, quando si è al limite scattano meccanismi di autoprotezione e la Magistratura blocca qualche ingranaggio della macchina della corruzione. Ma basta tutto ciò?

Evidentemente no, poiché quanto accaduto nel ’92-’93 si sta ripetendo (con nuovi interpreti) anche oggi. Serve un rinnovamento, uno tsunami che spazzi via questo schifo. E proprio in questa crescente convinzione attecchisce il germe di Grillo e del Movimento 5 Stelle, poiché un “vorace” rinnovamento per i partiti è poco più di un’eresia. Siamo ormai al limite della sopportazione, qualcuno lo capirà prima di toccare il fondo e diventare una Grecia più feroce e disperata? Oppure, i soliti noti continueranno a degustare il denaro del nostro Paese abbandonandolo soltanto quando saremo anemici, come un secchio di vernice bianca?

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