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Lolita fa ancora discutere…

Sono passati 58 anni dall’uscita del romanzo e 51 dall’uscita del suo celeberrimo adattamento cinematografico (con altri tentativi diversamente riusciti sparsi qua e la), eppure la storia della bambina che seduce il professore fa ancora discutere. Parliamo di Lolita, la morbosa fiaba nera raccontata prima da Nabokov e poi da Kubrick e adesso oggetto di una piece teatrale.

Pietra dello scandalo, perché dove c’è Lolita, si sa, c’è scandalo, è sembra la moralità, di cui la storia sarebbe scarsa. Dopo lo spiacevole ‘incidente’ capitato allo spettacolo di Emma Dante, Bella addormentata, Rosaspina, sempre nell’ambito del festival internazionale dedicato alle identità di genere di Bologna sembra non conoscere tregua. La Direzione territoriale del lavoro -ministero del lavoro ha imposto alla compagnia di Babilonia Teatri di cambiare il copione per tutelare l’undicenne Olga Bercini, che interpreta la protagonista.

Immediata e di protesta la risposta della compagnia: “Davanti a questa richiesta ci troviamo nell’impossibilità di andare in scena. Non accettiamo di modificare il copione che, a nostro avviso, non lede in nessun modo né la salute fisica né la moralità di Olga. Il pediatra ha attestato che non c’è nessuna controindicazione medica a che Olga svolga attività teatrale e i suoi genitori hanno dato il loro consenso e hanno seguito e tutelato loro figlia durante tutto il percorso di creazione e messa in scena dello spettacolo.

Inoltre la relazione tra noi e Olga non si sostanzia in un mero grecia ragazza sviene in classe per la famerapporto di lavoro, ma si basa prima di tutto su una relazione umana. Per noi è chiaro che al primo posto sta il benessere di Olga, fisico e morale. Siamo coscienti che Olga è una ragazzina e che la priorità per lei è crescere in modo armonico e sereno. Crediamo che lo spettacolo creato assieme sia stato e sia occasione di crescita e di scambio e che in nessun modo le abbia e le possa arrecare danno”.

Lo spettacolo infondo è già andato in scena senza alcun problema a Verona, Volterra, San Marino e al Festival di teatro di Napoli. La compagnia pertanto, privata del suo debutto bolognese, dichiara: “Rispettiamo la decisione della Direzione territoriale ma non acconsentiamo a cambiare il copione dello spettacolo perché avvertiamo questa richiesta come una forma di censura”.

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