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Lindsay Lohan si confessa tra droga, sesso e riabilitazione, nell’intervista con Piers Morgan

Su Mail on Sunday, in esclusiva, l’intervista di Piers Morgan all’attrice Lindsay Lohan, protagonista di una vita davvero strana, insolita e movimentata. Nata a New York nel 1986, divenne una modella a soli tre anni, un’attrice di soap a sette anni, e una star a 10 anni, quando interpretò il principale ruolo in The Parent Trap con Dennis Quaid e Natasha Richardson.

Ma la sua vita e la sua carriera sono state sempre annebbiate da abusi di alcol e droga, giorni in carcere, un’accusa di rapina e dovette frequentare centri di riabilitazione, per vari trattamenti. La vita di Lindsay Lohan è una soap opera, probabilmente a causa anche dell’influsso del padre Michael, un ex speculatore di Wall Street atto alla violenza, abuso di alcol e droga, e che è stato due volte in carcere.

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Nella seguente intervista Lohan appare, tuttavia, come una ragazza vulnerabile, che vuole trovare la tanto desiderata normalità, nella sua vita tormentata:

Il film “Genitori In Trappola” ti ha trasformata in una grande stella del cinema, in giovanissima età. Se avessi il potere di portarti indietro nel tempo e ti dicessi: “Lindsay, il tuo provino è stato un fallimento”, come la prenderesti?

Mi arrabbierei moltissimo.

Ma la tua vita sarebbe stata migliore?

No, io credo che ogni cosa accada per una ragione.

Non rimpiangi nulla?

No, io vivo senza rimpianti. Ho fatto degli errori, che vorrei cambiare, ma non rimpiango nulla, perché ho imparato da essi.

La fama ti ha sconvolto?

Si, in una certa misura. Ma è una cosa normale, non posso lamentarmi.

È come una droga?

(Ride) non so se è come una droga, ma in qualche modo può essere come essa, perché è coinvolgente. Sono più felice quando mi trovo in un set. È come una terapia per me.

Quanto ha influenzato tuo padre nella tua vita?

È stato deprimente. Venivo portata in diverse direzioni per tutto il tempo, e non ho mai avuto il tempo di rilassarmi e sedermi. La terapia mi ha aiutata.

Quando è stata la tua prima terapia?

A 13 anni. Volevo parlare con qualcuno. Non volevo affliggere mia mamma, ancor di più.

Quando hai cominciato a perdere il controllo della tua vita?

Penso, nella mia tarda adolescenza, a Los Angeles. Sono stata arrestata, per la prima volta, all’età di 20 anni per possesso di cocaina. E da allora la stampa mi ha sempre perseguitata. È stata la prima volta che ho preso delle droghe. Ero in un club con delle persone, con le quali non avrei dovuto essere, ho preso la cocaina e mi sono messa in macchina. È stata una cosa stupida.

Così improvvisamente ti sta andando tutto storto. Cosa ti è passato per la testa?

Non volevo ascoltare nessuno. Non mi fidavo di nessuno. Mia madre continuava a dirmi di lasciare Los Angeles e tornare a casa a New York. Avrei dovuto darle ascolto. Ma io non volevo andare a New York, perché mio padre era lì. Io non biasimo nessuno, tranne che me stessa. Io non volevo mio padre, nella mia vita, in quel momento, perché era già un caos di suo. Non è stato mai un padre. L’ho anche beccato una volta tradire mia madre, a casa di nonna.

Vuoi iniziare davvero questo corso di riabilitazione?

La vedo come una buona cosa. Dopo potrò tornare ad essere pienamente concentrata sul mio lavoro. Ma penso che avrei potuto fare altre cose. La cosa migliore, che potevano fare per me, era mandarmi all’estero in diversi paesi per aiutare i bambini.

Ora sai davvero qual è la tua sessualità?

Si mi piacciono i ragazzi. Quando sono stata con Samantha, non voleva lasciarla perché non volevo stare sola.

Qual è stato il momento più bello della tua vita?

In giorno in cui ho avuto la parte in “genitori in trappola”. Ero così felice.

È quello più triste?

Il giorno in cui ho visto il volto di mia mamma, mentre ero in carcere. Ho passato 12 giorni lì dentro e ho pianto per quattro giorni di fila.

 

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