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L’Huffington Post in Italia. Lucia Annunziata seguirà la linea della moralità

L’Huffington Post arriva anche in Italia. Il famoso blog statunitense esordisce oggi nel bel paese, in collaborazione con il Gruppo Editoriale L’Espresso e sotto la direzione di Lucia Annunziata, conduttrice di In 1/2 h su Rai Tre.

È lieta di annunciarlo, Arianna Huffigton, fondatrice del giornale online premio Pulitzer da 50 milioni di utenti unici al giorno, che si trova a Roma in occasione del debutto in rete della versione  italiana.

“Sarà una miscela di cronaca, piattaforme di blogging, community e impegno sociale. L’HuffPost celebrerà la cultura vibrante dell’Italia, dalla sua cucina, l’opera, l’arte, fino alle sue tradizioni, la storia antica e le città leggendarie. Per questo, vi chiedo di unirvi a me nel dare il benvenuto all’Italia nella famiglia dell’HuffPost” – afferma Arianna.

Da notare la conduzione tutta al femminile. Sarà, infatti, la giornalista Lucia Annunziata a guidare il L’Huffington Post in Italia.  Il fil rouge della versione italiana sarà la crisi e le voci che la racconteranno, per un ritorno alla “moralità e al sociale”.

Una delle particolarità dell’ HuffPost, infatti, è quello di collaborare con blogger provenienti dal mondo politico e non solo, dato che coinvolgerà ogni strato sociale. Questo perché, come afferma la direttrice: “sono le voci che muovono la società”.

Il taglio delle notizie, quindi, sarà di tipo interpretativo, niente agenzie, ma non per questo minore affidabilità, sarà dato spazio a voci molto diverse, che racconteranno la crisi dall’interno. In redazione, saranno presenti 15 professionisti oltre ai nomi noti del giornalismo italiano come il giornalista Paolo Ruffini, il direttore di Rai Tre Antonio di Bella fino alla simpaticissima Geppi Cucciari.

La direzione ha scelto di esordire con un articolo sul caso Polverini, con tanto d’intervista a Silvio Berlusconi. Una scelta in linea con gli altri quotidiani… ma del resto, se facciamo caso, il nome dell’ex Premier è ovunque, dalle passerelle di Milano ai tribunali d’Italia.

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