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L’Euroscetticismo aumenta. Le donne sono le più pessimiste!

L’indagine online, svolta da “Your Voice” promossa dalla Commissione europea, su diritti, cittadinanza e futuro dell’Unione, rivela un aumento della sfiducia delle donne nei confronti delle capacità dell’UE e dell’Euro, di risolvere l’attuale crisi economica.  I dati dell’indagine saranno pubblicati nella primavera del 2013.

Intanto, Voices from the Blogs e Crimson Hexagon, hanno condotto una ricerca parallela, basandosi sulla distribuzione media di Tweet  per nazione  e sul genere che Tweetta, per stilare una classifica che anticipa gli andamenti delle tendenze europeiste sul web. Come? Attraverso l’Eurobarmetro che mette a confronto  l’indice di euro- ottimismo, e l’indice di euro- pessimismo. Il primo, stila una classifica  in base al grado di fiducia che i cittadini ripongono nella capacità dell’UE e della moneta unica, di fronteggiare con successo l’attuale crisi economica; il secondo, invece, cattura il relativo grado di europeismo (o euro-scetticismo) dei cittadini, verso le istituzioni europee in generale.

Le statistiche dimostrano che i Paesi più diffidenti nei confronti dell’Unione Europea sono quelli considerati, economicamente  più “virtuosi”. È  il caso di Austria, Finlandia, Germania: in media il 40% europeista, ovvero,  nutre sfiducia nei confronti dell’UE; 34% euro- pessimisti, diffidenti nei confronti della moneta unica. Mentre, i  paesi che si trovano nell’occhio del ciclone, nutrono maggiore fiducia nel futuro dell’Europa. Sono i cosiddetti “cittadini Pigs” (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna),  dove il grado di europeismo non supera in media il 34% vs il 41% degli ottimisti.

Il problema dell’euroscetticismo è che tende a svilupparsi in quei paesi a forte carattere nazionalistico, ad esempio la Germania, i Paesi Scandinavi e il Regno Unito, favorevoli all’uscita dei paesi “deboli” dall’area Euro, umore che, purtroppo, accomuna governanti e cittadini.

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