close

La morte di Gheddafi sui telefonini: una vendetta davvero “smart”?

Il leader libico Gheddafi, da qualche tempo latitante, è stato catturato e giustiziato il 20 ottobre a Sirte, nella sua città natale. Chiariamo subito una cosa: la caduta di un regime dittatoriale sanguinario e contraddittorio come quello di Muammar Gheddafi è sempre una buona notizia. Popoli oppressi e diritti civili violati, infatti, sono una pagina buia della deriva del potere dell’uomo che non ha giustificazioni.

gheddafi mortoEppure, nonostante la vicinanza al popolo libico, non posso fare a meno di rimanere turbata dalle immagini live che sono arrivate dalle decine di smartphone di ogni tipo e che riprendevano gli ultimi istanti di vita del rais, ormai disarmato e in balia delle urla e degli strattoni dei ribelli tecnologizzati.

Le scene che ci arrivano sono davvero cruente: prima il rais viene stanato dal cunicolo che lo protegge a Sirte; poi viene condotto davanti al pubblico sdegno ancora vivo; in seguito viene malmenato più volte, tanto da diventare un fantasma insanguinato dell’uomo tutto d’un pezzo che soleva essere; e poi viene ucciso fino a diventare un corpo morto  trascinato via come un trofeo di vittoria.

Provo molto ribrezzo per quello che vedo: un uomo inerme e disperato che chiede di non essere ucciso così brutalmente. E non posso fare a meno di chiedermi che razza di uomo può comportarsi così (peggio ancora se i presunti assassini del dittatore sono due ragazzi di 18 e 19 anni) e quale giustizia possa permettere una fine del genere ai danni di una persona. Mi tornano alla mente le immagini terrificanti dell’impiccagione controllata di Saddam Hussein – lo storico rais iracheno – per le quali avevo provato lo stesso identico sdegno (forse anche maggiore dato che la sua fine era stata decisa e concordata con la “diplomazia” occidentale) e, scavando ancora più a fondo, Mussolini e la Petacci appesi a testa in giù a Milano.

La repressione e le violenze perpetuate per anni, insomma, sono capaci di suscitare nell’uomo una rabbia talmente profonda da diventare violenza sanguinaria, spesso ancora più atroce di quella subita e macchiata dallo stesso identico delitto. Un simile discorso è applicabile, per certi versi, anche all’esistenza della pena di morte in alcuni paesi, un diritto autoimposto da un potere autoritario ai danni di altre persone – spesso anche a seguito di giudizi sommari, sia professionali (di avvocati e giudici) sia di opinione (dibattito pubblico) – che assomiglia a tutti gli effetti ad una dittatura. Il discorso è davvero complesso, coacervo di più discipline comparate e contrastanti, ma rimane a mio avviso sempre attuale e, purtroppo, sempre drammaticamente inquietante.

In una civiltà che si dichiara “democratica”, “avanzata” e “smart”, epiloghi del genere da teatro greco non dovrebbero essere salutati con gioia e felicità, ma con orrore o quantomeno con parole moderate e che aprano alla riflessione.

Tag:, ,

No Comments

No Comments

  • avatar image
    Trilly22
    22 ottobre 2011 Reply

    Sono pienamente d'accordo con te! Ma purtroppo sembra che ormai la morte in diretta vada di moda. Alle volte sono i media stessi a criticare la pubblicazione di immagini e video cruenti e morbosi ma spesso e volentieri lo fanno mostrando quelle stesse immagini, quegli stessi video che si vorrebbero censurati... come in questo caso mi pare....

  • avatar image
    Melania
    22 ottobre 2011 Reply

    Io sul tg la 7 ho visto il video della cattura. Per quanto mi riguarda anche io preferisco che ci siano, perché mi piace farmi un'idea personale con i miei occhi. Detto questo, però, mi spaventa proprio il comportamento delle persone: da un lato i famosi "ribelli" dei quali piace sottolineare la "crudeltà" barbarica (con una logica imperialista che fa voltare lo stomaco), dall'altro le istituzioni che si appoggiano a tali ribelli per togliere di mezzo persone scomode. Tutto con una nonchalance inquietante...

Leave a reply

Post your comment
Enter your name
Your e-mail address

Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi