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Cinema

La cucina in Tv, da Corrado a Gordon Ramsay e Antonella Clerici

Era il 1984 quando in Tv il compianto Corrado portò in onda per la prima volta Il Pranzo è Servito. La trasmissione, che prevedeva tra l’altro due concorrenti che si battevano a colpi di semplici domande relative alla cucina, è da considerarsi la capostipite di una serie di figli e derivati che invadono ora la tv generalista dai canali pubblici, passando per il digitale terrestre fino ai canali Sky.

E se questo discorso fa venire in mente immediatamente l’ormai storica Prova del Cuoco, che ha attraversato diverse conduzioni prima di ritornare saldamente nella mani di Antonella Clerici, non possiamo tacere su tutte quelle trasmissioni che ripropongono la cucina al centro del loro svolgersi. Dai talent, alle rubriche gastronomiche, fino ai programmi per bambini, in tv ultimamente è tutto uno spadellare, saltare, tagliuzzare, impastare e infornare. Qualcuno ci ha costruito sopra una carriera, pensiamo ad esempio alla Parodi Junior, Benedetta, che dalla rubrica Cotto e Mangiato di Studio Aperto, ha realizzato un vero e proprio programma suo: I menù di Benedetta, per tutte quelle donne lavoratrici che pur avendo poco tempo libero non disdegnano la cucina fatta in casa, allo loro approssimativa maniera. E poi come dimenticare Cuochi e Fiamme su La7, che ha come ospite fisso Chiara Maci e la super critica Fiammetta Fadda, assieme a Riccardo Rossi e al giovane e divertente cuoco/conduttore Simone Rugiati.

Ma c’è chi esagera, e in ogni campo i campioni dell’esagerazione si trovano oltreoceano. Da qualche tempo spopola infatti il talent show di cucina, su tutti spicca Hell’s Kitchen, letteralmente ‘cucina d’inferno’, un talent condotto dal grande chef Gordon Ramsay che prevede la selezione di dodici cuochi dilettanti per un ristorante famoso hollywoodiano. I concorrenti non sono messi soltanto alla prova trai fornelli, ma anche da un punto di vista psicologico. Il ‘caro’ Ramsay infatti non si risparmia commenti al vetriolo, tanto esagerati dal ridurre i concorrenti in lacrime, rendendo poi lo stesso chef oggetto di scherno su blog, siti e anche da parte di diversi comici. E’ davvero necessario? Dalle nonne agli chef d’alta cucina però la vita trai fornelli si è reinventata e così anche la sua proiezione in tv ed ecco quindi spuntare addirittura le food comedy, dove tra una battuta, una scenata di gelosia e un bicchiere di vino, si raccontano le ricette e i segreti della cucina.

Un esempio è Strascinati Innamorati che si concentra sulla cucina pugliese, o Massertia Sciarra che invece è ambientato in Sicilia, o ancora Il Club delle Cuoche, arrivato alla nona stagione di ricette toscane sotto la guida di Luisanna Messeri (tutti questi programmi vanno in onda su Alice). E se non è mai troppo tardi per imparare a cucinare, non è nemmeno mai troppo presto, o almeno è questo che pensa la mente dietro a Gamberetto, la trasmissione di Gambero Rosso Channel dedicata completamente ai bambini in cucina, ma ce n’è davvero bisogno? L’impressione generale è che l’inflazionamento dell’argomento porti prima o poi alla saturazione del mercato, rendendo la cucina in tv obsoleta, soprattutto se si considera che la formula produttiva è più o meno sempre la stessa legata a diversi modelli: la gara; la ricetta; il talent.

Insomma da una parte la nonna storce il naso, dicendo con saggezza che ‘le cose come le faccio io nessuno’, dall’altra le sgallettate casalinghe (se mai ce ne sono rimaste) rimangono estasiate e elettrizzate anche davanti ad una pentole d’acqua che va in ebollizione, così gli chef si arricchiscono e la cucina diventa sempre più un palcoscenico, dove si piange, si ride, si spettegola e sempre meno, si prepara il pranzo.

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