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Da DNA a donna

La barista sexy sfida la farfallina di Belen… non Geppi Cucciari

Ieri sera, dopo giorni e giorni di discussioni sulla presenza o meno di uno slip, aveva appena smesso di riecheggiare nell’aria il fruscio delle ali della “farfallina” di Belen Rodriguez, sul palco dell’Ariston del Festival di Sanremo; che stamattina accendo la radio per ascoltare il mio programma preferito mentre vado in ufficio in auto, che mi ritrovo davanti un altro discorso che riguarda una barista sexy che pur di far incrementare gli affari del suo locale non disdegna di stare seminuda, né tanto meno di vendere un suo calendario agli avventori più “fedeli”.

Laura MaggiLaura Maggi, questo il nome della barista sexy bresciana, ha “giustamente” suscitato le ire di tutte le donne del paese, anche perché alcune sue mise sono del tutto “invisibili”… Insomma, due immagini di donne oggetto pronte a fare qualsiasi cosa pur di raggiungere la notorietà e con essa il successo (soprattutto economico). Basti pensare che gli amici di Laura Maggi su Facebook, da quando i giornali hanno riportato la notizia è passato da 3.000 a 5.000 iscritti e che la “sindaca” del paese ha previsto misure straordinarie per l’ordine pubblico in vista del casino che succederà venerdì prossimo davanti al locale… Ma in questi casi mi chiedo il vero oggetto non è forse l’uomo che pur di guardare, sbirciare morbosamente un sogno erotico è pronto a qualsiasi cosa? Sarà forse questa la vera arma letale di noi donne, da sfoderare all’occorrenza per arrivare a qualsiasi risultato e obiettivo? Fare tutto, fottendosene del pudore è questo che ci renderà le dominatrici del futuro?

geppi cucciari sanremoMentre sto per rispondere un favoloso “Sìììì” mi ricordo di una presenza sul palco dell’Ariston di una donna normale, anche bella perché no, una donna che ha conquistato milioni d’italiani senza dover mostrare nulla, se non soltanto la propria sagacia e intelligenza. Geppi Cucciari, che giustamente dimostrando ancora una volta grande intelligenza e modestia dice che ognuno deve usare le proprie armi e laddove non c’è bellezza oggettiva, ecco che nascono altre qualità. Quasi quasi mi verrebbe da dire meglio essere brutte se è vero che la bellezza non aiuta le “audaci”. Però poi ti guardi in giro un po’ e di donne belle e intelligenti ne vedi e ne riconosci, certo con le amiche le critiche fanno ricami sontuosi, ma ci sono e l’invidia è cosa normale (quasi).

Insomma, la cronaca di questi giorni ci sta regalando molti spunti di riflessione, innanzitutto come donne e poi come donne italiane, sottoposte per anni alla “Papicrazia” e libere ancora da troppo poco tempo per rinnegare delle icone in nome di altre, meno avvenenti forse, ma più “costruttive” ed educative soprattutto per le nostre bambine. Già, perché forse l’aumento di malattie come la bulimia e l’anoressia, dovrebbero invitarci a riflettere… Forse dovremmo guardare ad altri modelli e mostrare questi ultimi alle ragazzine, far capire loro che la bellezza non è essere perfettamente identiche ad un modello sfornato dalla società, ma semplicemente realizzare se stesse seguendo la via che la mente ci indica. Per questo forse, l’immagine più forte e al contempo quasi violenta di donna vista al Festival di Sanremo è quella Simona Atzori, la ballerina senza braccia per capirci. Almeno per me è stata una cosa dirompente; chi di noi in quelle condizioni si sarebbe semplicemente fatta vedere sul pianerottolo di casa sua? Forse, care amiche dovremmo mettere da parte alcuni stereotipi ed essere sempre orgogliose di quello che siamo per poter così dare il meglio di noi stesse in ogni condizione. Allora sì, che forse potremo essere la razza dominante, ma visto che siamo troppo buone, di certo non lo faremo capire ai nostri “fedeli” uomini… Bau!

 

PS Voglio essere volutamente provocatoria… Quasi maschilista!

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