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Io dico No alla violenza! Settimana contro la violenza nelle scuole d’Italia

È in corso in questi giorni in tutte le scuole d’Italia – precisamente dal 10 al 15 ottobre – la Settimana contro la violenza, che dal 2009 costituisce un importante appuntamento per una riflessione costante sul concetto di violenza e, soprattutto, sul perpetrarsi di quest’ultimo all’interno di gruppi particolari o di minoranze.

settimana contro la violenzaMa vediamo più da vicino in cosa consiste questa speciale settimana. Per favorire il dialogo tra studenti, genitori e docenti sui temi del rispetto delle differenze, dell’accoglienza e della legalità, il protocollo d’intesa firmato dai Ministri Mara Carfagna (Pari Opportunità) e Mariastella Gelmini (Istruzione, Università e Ricerca) promuove una serie di attività – il Dipartimento per le Pari Opportunità ne ha finanziate oltre cento – all’interno delle scuole, dove i dirigenti scolastici possono avvalersi della collaborazione con associazioni quali Acli, Fish, Telefono Azzurro, Telefono Rosa, Arcigay, Agedo, che da sempre combattono le discriminazioni di ogni tipo.

Sul sito delle Pari Opportunità, inoltre, a parte il Manifesto contro la violenza, è possibile scaricare alcune schede di approfondimento molto interessanti che cercando di fotografare la situazione a 360° gradi. Queste possono essere utili non solo all’interno degli edifici scolastici: l’abuso sui minori, il bullismo, l’omofobia, il razzismo (in particolare nel contesto sportivo), la violenza online, la violenza contro persone disabili e last but not least la violenza contro le donne.

Entrando nello specifico di quest’ultimo punto, colpisce la presenza di alcune tipologie di offesa tutt’altro che scontate. Oltre alla violenza sessuale, al maltrattamento fisico e al maltrattamento psicologico, infatti, viene citato il maltrattamento economico, maltrattamento donnecosì descritto: “privare delle informazioni relative al conto corrente e alla situazione patrimoniale e reddituale del partner, non condividere le decisione relative al bilancio familiare, costringere la donna a spendere il suo stipendio nelle spese domestiche, costringerla a fare debiti, tenerla in una situazione di privazione economica”.

Ultimo arrivato e citato, infine, lo stalking, ormai soggetto ad una vera e propria legge che ne garantisce la condanna e la tutela della vittima.

Se siete vittime di una qualsiasi di queste violenze, insomma, informatevi donne. E, soprattutto, fatevi sentire!

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