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Imam pestato da una donna. Dall’Iran “NO al velo”

Un applauso sentito all’iraniana, che le ha date di santa ragione al religioso che l’ha rimproverata perché non aveva il capo coperto.

Il fatto è accaduto un paio di settimane fa a Teheran, in Iran.

La Donna, di cui non si conosce il nome, stava passando davanti ad una moschea quando ha attirato lo sguardo sdegnato di Hojatoleslam Ali Beheshti, una nota figura del mondo religioso, che ha ben pensato di ammonirla “gentilmente”.

“Le ho (chiesto) gentilmente di coprirsi”.  “Mi ha risposto dicendo: Dovresti chiudere gli occhi.”

Non solo la ragazza non si è coperta, ma da quell’istante in poi Beheshti non sapeva più da quale parte parare i colpi della signora che lo ha letteralmente pestato, mandandolo in ospedale per tre giorni.

L’accaduto testimonia il fermento all’interno della comunità femminile Islamica.

Le donne iniziano a “combattere” per i propri diritti e non accettano più l’anonimato imposto dal velo. Purtroppo, nella maggior parte dei paesi di religione mussulmana, vigono ancora leggi che vietano alle donne di mostrare il viso nei luoghi pubblici.

Siamo d’accordo che la violenza non è il modo giusto per affermare i propri diritti, ma le donne israeliane, come tante altre, subiscono da secoli le molestie verbali (e non solo) perché non rispettano i costumi imposti dalla legge Islamica.

Quindi, mentre in Italia le mozioni sulla violenza contro le donne saltano a causa della negligenza dei nostri politici, in Iran le donne si rimboccano le maniche e mandano gli uomini K.O.

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