close

Ilva, Clini parla del rischio chiusura: La Cina non aspetta altro

Ci mancava solo la tromba d’aria che si è abbattuta su Taranto a peggiorare le condizioni disagiate che già stanno vivendo le famiglie che avevano come unico sostentamento i salari che ogni mesi fuoriuscivano dall’Ilva.

Il ministro Corrado Clini è intervenuto, in aula alla Camera, in merito al caso Ilva, affermando che dietro la chiusura dello stabilimento ci sono grossi interessi politici e figure note che rimangono oscurate, per avvantaggiare altri mercati, al di la dei confini nazionali. In particolare, anche durante la passata campagna elettorale, questi interessi si sono palesati, chiedendo ripetutamente la chiusura per avvantaggiare i concorrenti asiatici, ma anche sudamericani, che hanno buttato l’occhio sul potenziale affare e hanno avviato una grossa strategia di ostruzionismo.

Inoltre c’è da dire che gli standard ambientali cambiano da Paese a Paese, e se l’Ilva dovesse capitare in “mani sbagliate”, per i lavoratori, ed i cittadini in generale che abitano nelle zone limitrofe, sarebbe un colpo micidiale, poiché non tutti applicano gli alti standard che in Italia sono stabiliti per legge. Ha continuato Clini, che con la chiusura sicuramente “Le condizioni ambientali di Taranto peggiorano; l’unica possibilità per risanare è l’applicazione AiaIl rischio è che si verifichi quello che è successo in altri siti abbandonati e non gestiti, con la moltiplicazione di effetti dannosi“.

Il ministro ha parlato a lungo, e, fra le altre cose, ha anche ripreso l’allarme già lanciato dalla Cancellieri sui rischi per l’ordine pubblico. “Lasciare senza reddito 20 mila famiglie vuol dire assumersi responsabilità non stimabili sul piano sociale“.

Ma almeno per il momento, l’Ilva non chiuderà. La bozza del decreto, infatti, prevede che lo stabilimento potrà proseguire la sua attività per altri due anni nello stabilimento di Taranto. E in questi 2 anni la responsabilità della conduzione degli impianti resta imputabile esclusivamente all’impresa titolare dell’autorizzazione dell’esercizio degli stessi, quindi l’Ilva stessa.

Trascorsi i 24 mesi, l’Autorità amministrativa competente procederà “entro 15 giorni alla conferma o alla revoca del provvedimento di autorizzazione integrata ambientale“, con “ogni conseguenza prevista dalla normativa di legge”.

Tag:, , , ,

No Comments

Partecipa alla discussione

Story Page