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Ilva chiude gli stabilimenti di Taranto: 5 mila operai a casa

Il caso dello stabilimento dell’Ilva è diventato un vero e proprio terremoto. In seguito all’arresto dell’ ex responsabile delle relazioni esterne Girolamo Archinà, nonché dell’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva, l’Ilva ha disposto la chiusura immediata dello stabilimento di Taranto e di tutti gli altri stabilimenti d’acciaio riforniti dall’azienda.

La decisione è arrivata con una nota inviata ai sindacati nello stesso giorno in cui la Magistratura ha disposto l’arresto di altre sette persone per la vicenda dell’inchiesta “environment sold out“, ambiente svenduto. La decisione dell’Ilva ha bloccato di fatto l’attività della fabbrica e il sequestro dei prodotti finiti.

Il provvedimento di sequestro emesso dal Gip di Taranto comporterà “in modo immediato e ineluttabile l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività nonché la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto”.

Sono 5 mila gli operai che saranno mandati in “ferie forzate”, ma che hanno ricevuto l’esortazione a rimanere sui proprio posti di lavoro, dai sindacati. E’stata immediata, infatti, la risposta della Fiom, che ha invitato gli operai a rimanere sul posto di lavoro e a presentarsi anche il mattino successivo.

ILVA“L’azienda ha comunicato che da stasera fermano gli impianti di tutta l’area a freddo – ha detto il segretario della Fiom Cgil di Taranto, Donato Stefanelli – noi invitiamo invece i lavoratori che devono finire il turno a rimanere al loro posto e a quelli che montando domani mattina di presentarsi regolarmente”. Gli stessi sindacati hanno sollecitato il Governo a convocare tutte le parti sociali e le istituzioni locali a Palazzo Chigi.

L’incontro è stato fissato per il prossimo giovedì 29 novembre, alle ore 15. Intanto continuano i presidi degli operai anche fuori dallo stabilimento. “Se il Governo – sottolinea Stefanelli – continuerà a tergiversare, noi nei prossimi giorni saremo tutti sotto Palazzo Chigi”. Tutti i sindacati hanno indetto uno sciopero dei lavoratori a partire da lunedì sera e per giovedì 29 novembre è prevista una manifestazione a Roma. “I Riva – si legge in una nota del sindacato – giocano duro e i lavoratori devono fare altrettanto”.

La vicenda dell’Ilva è diventata una catastrofe, con ripercussioni gravi sia sulla già difficile situazione del lavoro precario al Sud, sia sull’ambiente. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, infatti, ha dichiarato apertamente che “I responsabili della chiusura si assumono anche la responsabilità di un rischio ambientale. Il procedimento giudiziario – ha spiegato Clini – è appena avviato e di conseguenza il contenzioso che si apre rischia di durare anni. Con la chiusura c’è il rischio che la vicenda si trascini per anni”.

La risposta di Monti è stata immediata, e l’Ufficio stampa di Palazzo Chigi ha riferito tramite Twitter la convocazione delle parti sociali e delle istituzioni locali per discutere del dossier Ilva.

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