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Illegittimità dell’IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale. I cittadini possono chiedere il rimborso

Una sentenza della Cassazione (n. 2064/2011) ha stabilito che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) non è una tariffa ma una vera e propria tassa, quindi l’IVA al 10% non andava applicata. Ora i cittadini possono chiedere il rimborso del 10% per i 10 anni retroattivi, bloccando al contempo l’applicazione dell’IVA sulle prossime fatture. Attenzione: il rimborso arriverà solo a chi ne farà richiesta, e non avviene “in automatico” come invece dovrebbe essere.

spazzaturaCome fare per ottenere il rimborso? Dopo aver controllato di possedere le ricevute di pagamento della TIA (la TIA è stata adottata dai Comuni a partire dal 1999, prima di questa data esisteva la TARSU – Tassa Smaltimento Rifiuti) e che nelle relative fatture sia stata addebitata l’IVA, il cittadino potrà rivolgersi a uno degli sportelli di Federconsumatori (nel sito sono indicati tutti gli indirizzi) e compilare i moduli preposti alla richiesta.

Secondo quanto segnalato da Federconsumatori, sono più di 6 milioni le famiglie italiane che dal 1999 al 2008 hanno illegittimamente pagato l’IVA sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Si stima che la cifra versata ingiustamente da famiglie ed aziende ammonti a 200-230 milioni di euro all’anno circa. Mica bricioline!

Fate girare l’informazione e fate richiesta di rimborso il prima possibile. Esercitate i vostri diritti!

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